Ghedina: «Con le Olimpiadi il nostro orizzonte cambia»

Si chiude con un ottimo bilancio il seminario internazionale del Cio sui Giochi invernali di Milano-Cortina. L’evento ha vissuto due giorni di approfondimenti, riflessioni e spunti destinati ad accompagnare la lunga marcia che condurrà al 2026.
«Dopo l’assegnazione delle Olimpiadi per noi il mondo è cambiato», ammette il sindaco Gianpietro Ghedina, «per le opportunità che ci sono e per le difficoltà, visto che siamo tarati per una comunità piuttosto limitata. In prospettiva vogliamo avere una città più moderna, con traffico limitato, mobilità elettrica, impianti nuovi e al centro l’ambiente e la natura. Il sogno olimpico è dentro ciascuno di noi e per chi abita in montagna è strettamente legato alla neve e al ghiaccio, con cui conviviamo per buona parte dell’anno. A giugno questo sogno è divenuto realtà e da allora si sono susseguiti momenti indimenticabili, sempre frutto di un grande lavoro da parte di una squadra molto affiatata. Lunedì abbiamo posto la firma, davanti al notaio, all’atto che ha sancito la nascita della Fondazione Milano Cortina 2026; poi abbiamo avuto due giorni di seminario che sono stati molto importanti; il 16 dicembre ci sarà a Roma la consegna del Collare d’Oro, massimo riconoscimento del Coni: è un onore che condivido con tutti coloro che hanno creduto in Milano Cortina 2026 e che hanno contribuito a riportare le Olimpiadi a Cortina a 70 anni dai Giochi invernali del 1956».
Cortina, nonostante sia un paese rispetto a Milano o alle province autonome che partecipano all’organizzazione, riesce ad emergere.
«Cortina è la località più conosciuta a livello internazionale, come ha sottolineato Christophe Dubi, direttore esecutivo dei Giochi Olimpici del Cio di Cortina, proprio in questi giorni ne ha parlato anche il “New York Times”. Non è sempre facile vivere in montagna, quindi abbiamo trovato nei Mondiali 2021 e nelle Olimpiadi l’occasione per dotare la nostra città e la montagna veneta dei servizi di cui necessita e che attende da tempo. Cortina è la città più azzurra d’Italia, perché in proporzione ad abitanti e residenti è quella con più medagliati; ed essere riusciti a riportare le Olimpiadi in paese dopo 70 anni è un successo per la comunità intera».
A Milano ha esordito nel suo nuovo ruolo di amministratore delegato , anche il manager Vincenzo Novari.
«Dobbiamo rimanere tutti uniti», ha dichiarato, «le competenze che albergano a Losanna (sede del Cio, ndr) e quelle sui territori sono punti di riferimento. Stiamo costruendo qualcosa che avrà il suo apice nel 2026, il cuore del progetto, ma i Giochi non devono rimanere confinati in quelle tre settimane. L’evento sarà solo l’apice, la legacy dovrà essere duratura».
E il primo consiglio a Novari è arrivato da Alessandro Benetton, presidente della Fondazione Cortina 2021: «Concentrarsi sulle comunità locali, comunicare con loro, non perdersi in grandi slogan e dare un senso di priorità. Prima dici quello che sicuramente farai, poi quello che pensi che farai e per ultimo dici quale è il sogno; senza mai confondere le acque». —
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