Fusione: tre Comuni dicono “no” fra timori e vecchie tensioni

ALPAGO E ZOLDO. C’è anche chi dice “no” alla fusione dei Comuni. Sia nello Zoldano che in Alpago, territori in cui l’iter procedurale per la fusione è ormai a buon punto, alcune amministrazioni si sono dichiarate contrarie a questa operazione.
Non ci sta infatti Zoppè di Cadore (forse nella dicitura è già insito uno dei motivi del rifiuto?) a fondersi con Forno di Zoldo e Zoldo Alto, che stanno apprestandosi (consultazione popolare permettendo) a diventare un’unica amministrazione col nome di Comune Val di Zoldo. Sicuramente nella motivazione negativa del più piccolo Comune della provincia (Zoppè di Cadore conta 282 abitanti) giocano principalmente motivi culturali e storici, essendo nota da sempre la rivalità con Forno di Zoldo, che si trova ai piedi del minuscolo paese abbarbicato in cima a una montagna e raggiungibile, tra l’altro, solo da quel versante, visto che sul Cadore ha una bella vista ma nessuna strada certa per scendere o salire da quel lato, tranne una pista forestale percorribile solo d’estate, meglio se a bordo di un fuoristrada.
Infatti, che in passato non sia mai corso buon sangue (almeno a leggere le cronache di storia) è cosa nota, come lo scambio di sassaiole tra le teste calde di uno e dell’altro dei paesi contendenti. Ma bastano queste ragioni “storiche” per rifiutare un’operazione che almeno sulla carta recherebbe vantaggi a tutti e sponsorizzata a pieni voti (e cospicui finanziamenti) dalla Regione Veneto? Certo che no.
Il sindaco Renzo Bortolot predica da sempre l'indipendenza del suo paese riguardo lo Zoldano, anche se si è detto convinto che l’ultima parola sulla questione spetti infine ai propri cittadini: e questi in consultazione hanno detto no in maggioranza a marzo. Inoltre ha affermato di non essere stato interpellato né coinvolto dagli altri due colleghi sulla questione. Questo, nonostante lo stesso sindaco Bortolot abbia dichiarato positiva la gestione associata di alcuni servizi con lo Zoldano condotta con l’Um.
I timori di Bortolot che Zoppè di Cadore in caso di fusione con gli altri due Comuni zoldani rischi di diventare un pezzo di montagna abbandonato, sono gli stessi che in Alpago manifestano Chies d’Alpago e Tambre. Queste due amministrazioni comunali infatti hanno rispedito al mittente la proposta di sedersi a un tavolo a discutere sui termini della fusione. Proposta pervenutagli tramite il sindaco di Puos, Antonio Dazzi, che aveva chiesto agli altri 4 Comuni dell’Alpago una manifestazione d’interesse in questo senso. Proposta invece accolta da Farra e Pieve d’Alpago a cui è seguito il placet della Regione al progetto e che il 17 gennaio 2016 passerà al vaglio del referendum consultivo rivolto agli abitanti di questi tre Comuni.
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