Fusione dei Comuni, raffica di incontri

AGORDO. Sulla fusione dei Comuni della Conca la discussione continua attraverso la presentazione di pareri opposti, di dati statistici e di questioni giuridiche e culturali.
Domani sera alle 20.30 in sala "don Tamis" ad Agordo partirà ufficialmente il viaggio programmato dai Comuni di Agordo, La Valle, Rivamonte e Voltago (mancano dunque Taibon e Gosaldo che in più occasioni hanno già espresso la contrarietà alla fusione) intitolato "Uno, due,...sei, quanti Comuni in Conca?".
Al primo incontro saranno presenti il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, la cui amministrazione ha fuso il Comune con quello di Castellavazzo, e il sindaco di Chies d'Alpago, Gianluca Dal Borgo, che ha invece detto no alla fusione con Pieve, Puos e Farra d'Alpago.
In maggio, invece, sarà Diego Cason ad affrontare gli aspetti sociologici, con particolare attenzione ai dati statistici e agli scenari futuri che si prospettano alla luce degli indici relativi alla composizione demografica dei comuni interessati.
Altri profili che verranno toccati in seguito riguarderanno invece la questione giuridica, in particolare il quadro legislativo e normativo, ed economico-finanziaria. Infine non mancherà una riflessione sul tema dell'identità delle singole comunità, sul suo significato ed eventualmente sulla sua difesa.
«A tali riunioni», dice il sindaco di Agordo, Sisto Da Roit, «sono invitati tutti i cittadini e gli amministratori dei Comuni dell'Agordino. Lo scopo è di fornire più elementi possibili per permettere una valutazione serena, completa e precisa circa l'opportunità o meno di procedere nell'iter amministrativo di fusione tra le diverse realtà comunali. Questo percorso dovrebbe appunto permettere ai cittadini delle singole comunità di esprimere un voto consapevole e maturo nell'ipotesi di referendum popolare».
«Come Comuni di Agordo, La Valle, Rivamonte e Voltago», continua Da Roit «ci auguriamo che vi sia una presenza significativa dei cittadini, sapendo, comunque, che ogni realtà ha le sue prerogative, le sue particolarità, per cui le conclusioni possono essere diverse, ma che, comunque sia, l'attuale e oggettiva situazione rende obbligatorio affrontare il tema».
Gianni Santomaso
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