Furto al monumento alle vittime dei lager, due denunciati
Individuati dai carabinieri i responsabili del colpo al monumento nel piazzale di Mercato Vecchio a Montebelluna. Si tratta di un trevigiano e un bellunese che avrebbero smembrato alcune parti della struttura per rivendere il materiale

Una figura umana e quattro colombe in bronzo scomparse misteriosamente nel giro di una notte. A qualche settimana dal furto al monumento dedicato alle vittime dei lager nazisti, sarebbero stati identificati e denunciati dai carabinieri della compagnia di Montebelluna i presunti responsabili del colpo avvenuto lo scorso 25 maggio nel piazzale di Mercato Vecchio, a Montebelluna.
Ad aver architettato il colpo sarebbero stati un quarantacinquenne trevigiano e un quarantaquattrenne bellunese, entrambi già denunciati alla Procura della Repubblica con l’accusa di furto.
Dopo aver reciso la base della struttura con un seghetto manuale e un piede di porco, avrebbero sradicato il blocco principale della scultura. L’opera, che raffigurava una figura umana avvolta dal volo di cinque colombe, è stata smembrata: quattro dei cinque volatili ornamentali sono stati staccati prima che il monumento venisse caricato su un’autovettura per essere portato via. A quel punto la statua sarebbe stata ridotta in pezzi per agevolarne il trasporto e trasformarla in materiale da rivendere sul mercato dei rottami metallici. Secondo quanto emerso dagli accertamenti dei militari dell’Arma, i frammenti sarebbero stati trasferiti in un’azienda del Vicentino specializzata nel trattamento dei metalli.
La scoperta del furto ha suscitato profonda indignazione nella comunità montebellunese. A dare l’allarme era stato un componente del comitato civico di Mercato Vecchio che, nelle prime ore del mattino, si era accorto dell’assenza del monumento e aveva subito segnalato l’accaduto alle autorità.
Eppure, qualche indizio di quanto stava accadendo era già emerso durante la notte: alcuni residenti avevano riferito di aver sentito un forte rumore poco dopo la mezzanotte, senza però immaginare che potesse trattarsi dello smantellamento della statua. La segnalazione aveva fatto scattare i sopralluoghi dei tecnici comunali, della polizia locale e dei carabinieri.
«Siamo alla follia», aveva dichiarato il sindaco Adalberto Bordin, «Ci troviamo di fronte a un atto criminoso inaccettabile sia nella forma che nella sostanza. Un gesto incomprensibile che non colpisce soltanto un bene pubblico, ma un simbolo che custodisce il ricordo di una delle pagine più drammatiche della storia dell’umanità. Chi ha compiuto questa azione ha offeso la memoria di quanti hanno sofferto e perso la vita nei lager».
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