Frontale al Peron: patteggia 16 mesi

Vallada Agordina. Il gup ha sospeso per un anno e mezzo la patente dell’amica di Debora Nardi, che guidava l’auto
Mortale a Peron di sedico
Mortale a Peron di sedico

VALLADA AGORDINA. Ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) Giulia De Biasio, la conducente dell’auto, coinvolta nell’incidente stradale al Peron di Sedico nel quale, il 5 dicembre 2011, perse la vita Debora Nardi, la giovane promessa dello sci di Vallada Agordina. All’imputata (difesa dall’avvocato Ylenia Pocaterra) non è stata riconosciuta l’attenuante del risarcimento del danno:solo i familiari della vittima sono già stati risarciti ma mancano le liquidazioni alle due giovani ferite nello stesso incidente. Il giudice delle udienze preliminari Giorgio Cozzarini ha anche deciso di sospendere la patente per un anno e mezzo.

La dinamica fu ricostruita dai carabinieri. Debora Nardi era seduta di fianco alla conducente, la De Biasio, con dietro Francesca Bonifacio ed una minorenne C.B., quando improvvisamente l'auto sbandò in una leggera semicurva, iniziò a zigzagare e, priva di controllo, invase infine la corsia di marcia opposta, andando a schiantarsi contro un furgone.

Un urto tremendo che non lasciò scampo alla giovane promessa dello sci, seduta a pochi centimetri dal punto di collisione tra i due mezzi. Si salvarono invece le amiche, che riportarono una serie di politraumi e fratture.

Nell'immediatezza del fatto, la procura della Repubblica di Belluno, com'è prassi, aprì un fascicolo d'inchiesta per omicidio colposo, iscrivendo tra gli indagati il solo nome della De Biasio.

Nel corso delle indagini preliminari, per escludere eventuali responsabilità da parte dell'altro mezzo, il pubblico ministero Massimo De Bortoli, titolare del fascicolo affidò la ricostruzione del sinistro a un consulente tecnico, l'ingegnere veneziano Pierluigi Zamuner. Nella perizia viene indicata come causa esclusiva dell'incidente la perdita di controllo dell'auto da parte della giovane conducente agordina: il furgone «procedeva a una velocità ampiamente contenuta entro il limite di velocità», si legge nelle conclusioni del perito; inoltre il suo conducente «ha reagito prontamente alla situazione di pericolo» ed «era del tutto impossibilitato a evitare la collisione».

Ieri mattina, l’udienza di patteggiamento, nell’aula penale al terzo piano del palazzo di giustizia.

Il patteggiamento di un anno e quattro mesi ha compreso non solo il reato di omicidio colposo ma anche quello di lesioni colpose per le due ragazzine rimaste ferite.

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