Fondi e punteggi ai Comuni che si associano: le idee del Veneto sul riordino amministrativo

L’assessore Calzavara incontra i sindaci bellunesi. «Puntiamo a una politica seria di incentivazione economica e premiale, basata su Unioni che si diano una stabile e duratura governance politica ed organizzativa»

L'assessore provinciale Francesco Calzavara e il presidente della Provincia Roberto Padrin
L'assessore provinciale Francesco Calzavara e il presidente della Provincia Roberto Padrin

Incontro tra l’assessore regionale Francesco Calzavara e gli amministratori locali bellunesi per fare il punto sul piano di riordino territoriale. «È emersa chiaramente la necessità di una semplificazione dei livelli di governance, non solo con riferimento all’esercizio di funzioni in forma associata, ma anche per la più efficiente programmazione regionale in vari settori – dice l’assessore - Il nuovo PRT intende ribadire e riaffermare l’importanza della semplificazione dei livelli di governance individuando ambiti di riferimento prioritari ed ottimali per le funzioni di programmazione delle politiche regionali e l’esercizio associato delle funzioni».

Una volta conclusa la fase di raccolta delle osservazioni da parte dei comuni del Veneto, il piano verrà adottato dalla Giunta regionale per acquisire poi il parere della prima commissione consiliare. Assieme al piano viene approvato un disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale, che modifica le leggi regionali in materia di associazionismo, fusioni e Ipa: in sostanza la norma abbassa il quorum di partecipazione ai referendum di fusione, che viene portato dal 50% al 30% degli aventi diritto al voto, con ulteriore ribasso laddove vi sia una alta percentuale di iscritti all’Aire.

«Il Prt deve definire il processo di razionalizzazione dei livelli di governance in un’ottica di semplificazione, con l’individuazione della dimensione territoriale adeguata all’esercizio delle funzioni comunali e la costituzione di forme associative strutturate e stabili – prosegue Calzavara al termine dell’incontro a Belluno -. L’ambito ottimale verso cui indirizzare la semplificazione e razionalizzazione dei livelli di governance saranno gli Ambiti territoriali sociali, oggetto di una modifica normativa in corso che ne intende riconoscere personalità giuridica e strutturazione organizzativa. I gestori delle funzioni associate ed attori del sistema devono continuare ad essere le Unioni dei Comuni e le Unioni montane, al cui fianco la Regione si pone incentivando interventi che consentano un miglior esercizio del ruolo, preso atto delle difficoltà che negli ultimi anni si sono manifestate. Puntiamo a una politica seria di incentivazione economica e premiale, basata su Unioni che si diano una stabile e duratura governance politica ed organizzativa, disincentivando scioglimenti e recessi anticipati basati su difficoltà di rapporti interpersonali e non su reali ragioni sistemiche».

Accanto alle Unioni, dotate di personalità giuridica, sono previste le IPA, agenti dello sviluppo dei territori, a supporto dell’ambito ottimale di programmazione, e le Conferenze dei Sindaci, che dovranno affrontare temi specifici e ben delineati, attorno ai quali porsi come soggetto facilitatore di convergenze istituzionali e catalizzatore di proposte risolutive degli stessi”.

L’Assessore è intervenuto anche sul tema delle fusioni, avviando un momento di seria riflessione basato su dati oggettivi tratti da banche dati e indicatori socio economici che l’Amministrazione pone a disposizione degli Enti locali. Da tali dati emerge che in uno scenario decennale, circa 130 Comuni veneti sotto i 10.000 abitanti avranno serie difficoltà ad erogare servizi efficienti sul proprio territorio. Per tali Comuni l’Amministrazione regionale intende sollecitare una profonda riflessione sul tema.

Viene confermata l’incentivazione finanziaria in questi anni erogata dalla Regione, ancorata a criteri premiali per le forme associative e le Ipa che si strutturano nel rispetto dei criteri indicati dal Prt.

Norma di chiusura in materia è poi quella che prevede che in ogni bando regionale di settore che conceda contributi e/o incentivi agli Enti locali, venga attribuito un punteggio premiale ai Comuni che fanno parte di Unioni o che sono il risultato di un processo di fusione.

«A cornice di una nuova stagione istituzionale, si pone necessario il ritorno dell’Ente Provincia, ente intermedio tra la programmazione regionale e la gestione degli Enti locali, ruolo che la stessa svolgeva prima delle riforme del 2014 – conclude Calzavara -. Un ruolo che sarà ancor più rilevante alla luce del processo di autonomia differenziata che la Regione del Veneto sta portando avanti sin dal referendum consultivo dell’ottobre 2017, nel rispetto del principio di sussidiarietà, senza voler creare un centralismo regionale, ma, all’opposto, con la volontà di valorizzare gli Enti intermedi».

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