Fondi di confine, nuova strategia: sì di Trento alla riorganizzazione

Il Comune si concentrerà sul rifugio Cavallera, sulle casette di via Croce Rossa e sul bar nell’ex municipio
Gianni Santomaso

GOSALDO

L’amministrazione comunale di Gosaldo incassa il sì del Comitato paritetico di Trento per la riorganizzazione dei progetti finanziati con le passate annualità dei fondi dei comuni di confine ed elaborati dalla precedente Amministrazione. Ora, dunque, si potrà procedere con i progetti relativi al rifugio Cavallera, alle casette di via Croce Rossa e al bar nell’ex municipio. Nell’annualità 2019 erano stati convogliati assieme i progetti di arredo del rifugio e della malga Cavallera, del punto informazioni-ristoro di Forcella Franche, dell’area camper di Lambroi e di valorizzazione dello scavo archeologico a Le Loppe in Valle del Mis.

«La prima nostra richiesta», spiega la vicesindaca Florinda Cialdella, «era legata alla possibilità di stornare i 20 mila euro inizialmente previsti per lo scavo delle Loppe sugli arredi di Cavallera. La ragione era dettata dal fatto che per intervenire a Le Loppe servono vari pareri, ma è un iter un po’ lento che rischia di bloccarci su altri fronti. Per questo abbiamo incontrato l’associazione Arca, che si è occupata dello scavo, e abbiamo spiegato il nostro intento che è quello di utilizzare i 20 mila euro per acquistare gli arredi a Cavallera e promesso che su Le Loppe investiremo appena avremo dei fondi ad hoc». La soluzione prospettata e avvallata da Trento consente quindi di completare il cantiere a Cavallera in modo che, con la prossima estate, il rifugio possa finalmente aprire.

«Lassù», dice Cialdella, «manca tutto: panche esterne, arredi interni, bancone del bar, stufa, brande, l’arredo dell’alloggio del gestore».

Se all’area camper si interverrà acquistando una lavatrice e un’asciugatrice a gettoni e curando gli arredi, per il punto informazioni di Franche, che si vuole trasformare in un punto ristoro, la questione è più complicata.

«Erano stati stanziati dei soldi per l’acquisto degli arredi», dice Cialdella, «in realtà, se si vuole arrivare al cambio di destinazione d’uso del fabbricato, occorre fare una serie di lavori prescritti dall’Usl: servono una cucina, la cappa di aspirazione, una lavabicchieri, la parete ignifuga. Così, quando è venuto l’ingegnere, abbiamo capito che i 10 mila euro stanziati non erano sufficienti, visto che dalla stima effettuata ne servono 40-50 mila. Ne abbiamo parlato con l’Auser di Tiser (che aveva destinato 120 mila euro avuti come eredità da un emigrante di Tiser, ndr), spiegando che, in questa fase, acquistare solo gli arredi non avrebbe avuto senso. Teniamo da parte il progetto con l’intenzione di riprenderlo in mano appena avremo i soldi».

Parte di quelli dell’annualità 2019 erano stati previsti per la sostituzione degli infissi e dei poggioli alle casette di via Croce Rossa e per l’eliminazione delle colonnine di scarico in eternit.

«In questo caso», dice Cialdella, «abbiamo rimpinguato lo stanziamento con altri fondi per far fronte all’aumento dei costi delle materie prime che hanno triplicato la spesa iniziale». Nell’annualità 2018 erano previste sia la realizzazione di un bar nell’ex municipio che la ristrutturazione dei garage dei vigili del fuoco volontari.

«Anche in questo caso», conclude Cialdella, «abbiamo chiesto a Trento di utilizzare tutti i soldi per il bar in modo da completare il progetto dalla A alla Z e poterlo poi dare in gestione. L’esperienza del bar-pro loco partita quest’estate è servita per capire se il servizio può stare in piedi. I segnali sono incoraggianti e, almeno a parole, sembra ci siano interessamenti per la gestione futura. Per quanto riguarda la sede dei vigili del fuoco, sarà sistemata con l’intera annualità 2021 dei fondi di confine». —



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