Fondazione Unesco Piccoli interroga: «Cosa sta facendo?»

BELLUNO. La Fondazione Dolomiti Unesco sotto processo. L’hanno messa, ancora l’anno scorso, gli ambientalisti che, poi, recentemente si sono riconciliati, in attesa dei primi risultati.
L’ha riposta ieri il senatore di Forza Italia, Giovanni Piccoli, presentando un’interrogazione al Governo. E la fibrillazione che corre fra Cortina, sede della Fondazione, Bolzano, città del presidente, e Roma, è tale che il ministero dell’ambiente ha pensato opportuno rispondere al parlamentare bellunese nei tempi più rapidi.
Lo farà, infatti, dopodomani, con l’intervento dello stesso ministro Galletti. Tanto da sorprendere anche Piccoli che, in queste ore, si premura a precisare che il suo non è un tentativo di affossare la Fondazione, o la sua governance, ma di conoscere puntualmente che cosa vuol fare. Un diritto che rivendicano in prima istanza i bellunesi, che cinque anni fa hanno ospitato ad Auronzo la cerimonia di battesimo della stessa Fondazione, con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Piccoli, per la verità, è ancora più intrigante, là dove chiede – attraverso l’interrogazione - se il ministro dei Beni e delle attività culturali e quello dell'Ambiente siano a conoscenza dei risultati a oggi raggiunti dalla Fondazione, dalle Regioni e dalle Province che ne fanno parte con particolare attenzione al Bellunese e ai suoi flussi turistici. Come a far intendere gravi dubbi sui risultati: «Non sono così perfido – mette le mani avanti Piccoli -. Io non so che cosa è stato fatto e, quindi, semplicemente domando che me lo si dica». Sarà. Ma il senatore bellunese insiste con la perfidia: risulta che la nomina del segretario generale della Fondazione sia stata comunicata al Governo e il segretario stesso ha incontrato rappresentanti dell'esecutivo nazionale per concertare iniziative comuni volte alla conservazione, tutela, promozione delle Dolomiti? Ci mancherebbe.
Eppure Piccoli non è così certo. «Il Governo non può non avere il polso della situazione». Situazione che il senatore dipinge in termini quanto meno preoccupanti. «Purtroppo, l'attività della Fondazione non sta dando i frutti sperati e gli stessi bellunesi, a cominciare dagli operatori del turismo, si stanno chiedendo quali siano state le azioni concrete messe in campo per promuovere davvero le nostre Dolomiti». Piccoli sa bene che la Fondazione, ai vari livelli, ha predisposto studi e programmi. Ma, appunto, sul piano concreto non si è visto granché, salvo il festival della fienagione, in Val Badia, all’inizio di questo mese, peraltro senza ricaduta sul territorio, tanto meno su quello bellunese. Insomma, «sono passati cinque anni dalla cerimonia ad Auronzo e l'impressione è che il progetto delle Dolomiti Unesco non sia mai decollato al di là delle dichiarazioni ufficiali».
Di più. Secondo Piccoli, «le ultime notizie che arrivano dal fronte della Fondazione sono sconfortanti, come denunciato anche da autorevoli soggetti». Il parlamentare di Sedico si riferisce in particolare al programma televisivo dedicato alle Dolomiti trasmesso da Rai Storia e che, secondo le intenzioni dei vertici della Fondazione, doveva raggiungere il grande pubblico e che invece si è fermato allo 0,26 per cento di share. Insomma, nonostante le ingenti risorse e i grandi proclami, è stato visto in tutta Italia da una città più piccola di Belluno.
«Un risultato che definire deludente è poco». Forse preoccupato delle possibili conseguenze, Piccoli precisa che il suo intento è tutt’altro che polemico. E che, in ogni caso, «ci sono i tempi e i margini per aggiustare il tiro». E che un aiuto potrà anche arrivare dai nuovi vertici provinciali e dal candidato presidente della Provincia, sindaco di un comune autenticamente dolomitico come Auronzo.
Francesco Dal Mas
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