Feltre: cinquemila moto invadono la città

Edizione record per la tradizionale benedizione, la festa a Pra' del Moro
A fianco i volontari del quartiere Castello al lavoro in cucina, più a destra il capannone pieno di gente per i pranzo. Dalla cucina sono usciti in poche ore circa duemila pasti per i partecipanti
A fianco i volontari del quartiere Castello al lavoro in cucina, più a destra il capannone pieno di gente per i pranzo. Dalla cucina sono usciti in poche ore circa duemila pasti per i partecipanti
FELTRE.
Un serpentone che non finiva più, visibile da Servo di Sovramonte fin giù sulla Sr 50 del Passo Rolle. Cinquemila moto e almeno seimila persone hanno partecipato ieri alla tradizionale benedizione del motociclista organizzata dal Motoclub Feltre con partenza e arrivo in città.

Una grande festa delle due ruote in una domenica baciata dal sole con una partecipazione record che ha gratificato gli organizzatori e dato molto lavoro a cuochi e volontari del quartiere Castello incaricati di gestire frasca e chiosco a Pra' del Moro. Quasi duemila i pasti serviti sotto il capannone ai quali vanno aggiunti panini, birra e bibite venduti in quantità. «E' vero, quando ci muoviamo siamo rumorosi», ha detto il presidente Daniele Gorza, «ma siamo in grado di portare a Feltre migliaia di persone con ricadute importanti sul piano turistico. Con i nostri motogiri facciamo conoscere le montagne che circondano la città a gente che magari non sa che dopo Pedavena c'è dell'altro da ammirare».

E sul piano del vil denaro, il motociclista tipo ama godersi i piaceri della vita. Difficilmente gli mancano i cinquanta euro da spendere al ristorante, in pizzeria o nei bar dove va a trascorrere la domenica da solo o con gli amici.

Dopo l'arrivo alla spicciolata a Pra' del Moro, alle 11 precise ecco la carovana muoversi lungo viale Marconi e uscire da Feltre attraversando via Tezze e via viale Mazzini per poi puntare verso Sovramonte, Croce d'Aune e ritorno per Pedavena e Foen. Quasi quaranta minuti di carosello con le moto più potenti mescolate alle storiche, agli scooteroni, ad alcuni chopper fino ad un paio di motociclette davvero strane. Tanti bellunesi, ma tantissimi quelli giunti dalla pianura, Treviso in testa, ma anche da Padova, Venezia e Vicenza. Presenti anche dei trentini. Difficile tenere il conto. Le moto hanno occupato tutta l'area di Pra' del vescovo, via Martidi della libertà da ambo i lati e anche parte di XX Settembre.

«Ne abbiamo contate 4.700 sicure», ha detto Gorza, «ma poi c'è chi arriva all'ultimo momento. Siamo a quota cinquemila e questo ci riempie di soddisfazione. Questa benedizione è una delle più importanti manifestazioni dedicate alle moto in un giorno di tutta Italia».

La benedizione è stata impartita da don Umberto Antoniol che si è ben calato nel clima di festa e insieme ai passaggi liturgici ha dispensato anche qualche piillola di saggezza: «Le moto sono costruite in modo perfetto, qualche volta è il soramanego che non funziona a dovere», oppure «la mia benedizione vale fino a 120 all'ora, poi ci vuole l'olio santo».

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