Fango a Villabruna, tanti danni a Cesio

Nottata insonne tra giovedì 21 e venerdì 22 giugno per i residenti della frazione. In aiuto dei residenti arrivano i fondi di confine

FELTRE. Oggi lo stato di crisi. Domani, cioè entro il 2019, la situazione idrogeologica di Villabruna dovrebbe essere definitivamente risolta con un impianto di captazione delle acque piovane a monte. Il tutto grazie ai cinquecentomila euro dei fondi di confine anno 2018 che finanziano il progetto al quale la commissione paritetica ha detto sì.



La comunicazione è arrivata dal sindaco Paolo Perenzin all’indomani di un’altra notte pesantissima per la tenuta idrogeologca del territorio, con Feltre e Cesiomaggiore che pagano il prezzo più alto e con i vigili del fuoco, schierati in forze – due squadre del distazzamento di Feltre, più altre due dei volontari di Feltre e Belluno – impegnati dalla mezzanotte di giovedì 21 fino a metà mattinata di ivenerdì 22 giugno per fare fronte alle varie situazioni critiche sulle strade e una quindicina di interventi in abitazioni private. Oltre a Villabruna, colpite le frazioni alte, in particolare Arson. Dal Comune è partita un’altra richiesta di stato di crisi.

Tanti i danni che i due sindaci Paolo Perenzin e Carlo Zanella per Cesio hanno contato, a scapito di abitazioni private e di strade comunali rese impraticabili. In più, ecco l’ennesima colata di fango a Villabruna con i cittadini a trascorrere una notte insonne e la mattina dopo arrabbiati quanto basta da minacciare di ricorrere alle vie legali. «Contiamo non ce ne sia bisogno», dice il sindaco Paolo Perenzin. «Già domani (oggi per chi legge) con l’ingegnere Gaspare Andreella incaricato da Massimiliano Guiotto che ha dato piena disponibilità ad affrontare interventi di mitigazione in attesa di quello decisivo, realizzato a livello pubblico, vedremo di coordinare un progetto di mitigazione. La richiesta dello stato di crisi darà la possibilità di poter rientrare dei danni con il risarcimento».

L’intervento del privato e del pubblico. È spettato a Gaspare Andreella dire cosa nelle pertinenze Guiotto sia stato fatto, come il potenziamento delle griglie, la realizzazione degli argini di contenimento, oltre alla riconversione della coltura, da soia a mais. Ma il professionista non ha nascosto che «a fronte di cambiamenti climatici di tale portata, la mitigazione non basta».

Ed è stata l’occasione per rilanciare il progetto della collega Marika Righetto Che consiste in una nuova fognatura per acque bianche, della lunghezza di 1 chilometro e 100 metri che attraverserà trasversalmente la piana coltivata sopra l’abitato di Villabruna. Il primo tratto di 323 metri si svilupperà sotto il canale di realizzazione privata che drena la parte ovest dell’area e si raccorderà con il secondo tratto in corrispondenza di via Monte Solferino per seguire il tracciato della strada fino all’incrocio con via La Vigna-via Calzini.

La condotta sarà realizzata con tubazioni interrate e proseguirà in direzione nord-est verso via Salgarda Nova per un altro mezzo chilometro, attraversando anche la strada provinciale. Le acque verranno scaricate nello Stien. Il progetto è stato approvato e sarà messo in opera entro il 2019.

Inferno d’acqua a Cesiomaggiore. Il sindaco di Cesiomaggiore, Carlo Zanella, è stato il primo a chiedere lo stato di crisi. I problemi maggiori si sono verificati a Pullir, inondata dalla furia del maltempo arrivata a massima potenza dal versante Villabruna, Salgarda e Fianema: inondazione degli appezzamenti agricoli e quantitativi enormi di fango sulle strade (la stima è di quaranta centimetri di materiale sul sedime). «Abbiamo registrato danni da allagamenti ad abitazioni di Pullir, Fianema e ad Anzaven dove è tracimato un piccolo rivo. Ordinanza di chiusura della strada da Toschian alla Val Canzoi per il crollo di un muretto a secco. Abbiamo invitato i cittadini a farsi avanti per la richiesta di risarcimento».

Laura Milano

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