Falsi titoli, raggirato pure un feltrino

Indagine della Guardia di finanza sull’Ordine medievale di Maria di Betlemme che offriva onori e cavalierati fasulli

FELTRE. C’è anche il feltrino Fabiano Zucco nel lungo elenco di persone finite nell’elenco dei raggirati dall’Ordine medievale di Maria di Betlemme, abolito oltre mezzo secolo fa e quindi non più riconosciuto. Eppure il marchese Paolo Cecconato, Gran cancelliere col collare e conosciutissimo a Treviso, raccoglieva in continuazione nuovi adepti, rilasciava indebite decorazioni e onorificenzein nome di un ordine cavalleresco che, di fatto, non esiste. Aggiungiamo che gli iscritti spesso pagavano somme dai 250 ai 400 euro ed ecco che per la Guardia di finanza si è configurato il reato di truffa. Così a Treviso è partita una mega inchiesta. Zucco è in buona compagnia, nel senso che nel raggiro, più o meno consapelvolmente, ci sono caduti in tanti: editori, politici, attori e imprenditori. Il feltrino si era recentemente candidato nella lista civica in appoggio al candidato sindaco del Pdl, Ennio Trento.

L’indagine delle fiamme gialle ha ricostruito quanto avveniva. Cecconato, aiutato da un pugliese sessantenne, si occupava di trovare i nuovi adepti, incassare il pagamento per l’iscrizione e poi organizzare le cerimonie che si tenevano in alcune chiese del Veneto, e nella Marca nel tempio di Quinto di Treviso, Ormelle, Breda di Piave.

I candidati venivano preparati, assistevano alla cerimonia, venivano ordinati, poi entravano a far parte dell’ordine. I vantaggi? «Un mantello con i simboli dei cavalieri e una pergamena» spiegano gli investigatori, «entrambi inutili e privi di alcun valore formale».

Le cerimonie avvenivano in pompa magna, «con sapore molto medioevale» spiegano i militari. Al punto da attrarre anche l’attenzione di alcuni curiosi. Ed è tra questi che si sono mimetizzati gli uomini del nucleo Mobile della Finanza di Treviso che hanno filmato le cerimonie, le sfilate all’uscita dell’ordinazione «con mantelli, croci sfavillanti e cavalieri coperti di medaglie» e poi fermato, uno ad uno, i nuovi cavalieri.

«Erano del tutto ignari della truffa» riportano gli uomini del colonnello De Maio, «sono stati interrogati e hanno confermavano il loro desiderio di possedere un titolo, che a quel punto si è palesato nella sua assoluta inesistenza». L’accusa formalizzata davanti alla Procura di Treviso è paragonabile ad un raggiro. Prende spunto proprio dalla legge che dal 1951 punisce «chiunque fa uso, in qualsiasi forma e modalità, di onorificenze, decorazioni o distinzioni» di ordini non autorizzati.

Cecconato e il suo Gran Maestro rischiano una pena da 6 mesi a due anni di reclusione. Non c’è, forse, l’istanza di quanti si renderanno conto di avere sulle spalle una mantella che – freddo a parte – poco conta. Il titolo nobiliare? Interessi «massonici» a parte sarà carta straccia.

Sull’illegittimità dei dell’Ordine di Maria di Betlemme gravano le decisioni adottate nel lontano 1951 quando vennero autorizzati solo l’ordine di Malta e l’ordine del Santo Sepolcro, ma forse, ancor prima, dal 1484 quando papa Innocenzo VIII ne cedette tutti i beni all’ordine di Rodi. Per non parlare poi della presa di posizione della Santa Sede che con il ministero degli Esteri italiano ha inserito i cavalieri di Santa Maria di Betlemme tra gli ordini non riconosciuti ed illegittimi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi