Falcade, imbrattata con una croce uncinata la lapide commemorativa
Stefano Murer: «Un atto ignobile che offende la memoria Stiamo pensando a installare telecamere di sorveglianza»

La lapide commemorativa imbrattata dai vandali a Falcade
FALCADE. Imbrattata con una bomboletta spray di vernice nera, la lapide commemorativa che a Falcade ricorda l'uccisione di cinque persone (quattro uomini e una donna), per mano di ignoti tra il 1944 ed il 1945. Un atto vandalico in piena regola perpetrato «da mani ignoranti», dice il sindaco di Falcade Stefano Murer, probabilmente nella notte tra domenica e lunedì scorsi, a poche ore dalla conclusione della cerimonia di commemorazione, che si svolge ormai da tre anni. L'imbrattatore o gli imbrattatori hanno utilizzato un simbolo preciso: una croce uncinata, ma a rovescio.
E il dubbio sorge: chissà se il vandalo non conosce la storia o se ha disegnato il simbolo appositamente al contrario. «Chi ha fatto questo gesto ignobile - commenta il primo cittadino - è un ignorante ed insensibile perchè oltre a prendersi beffa del trauma delle famiglie che si sono viste colpite dal lutto, ha danneggiato un bene pubblico, realizzato con i soldi dei contribuenti». L'amministrazione comunale ha sporto denuncia contro ignoti e si è messa all'opera per cancellare i segni di vandalismo, tant'è che l'imbrattamento è stato eliminato nel giro di un paio di ore e la lapide è ritornata come prima a ricordare i cinque assassinati: Augusto Cagnati, 67 anni, Ettore Cagnati, 35 anni, Angelo De Biasio, 56 anni, Anselmo Cagnati, 33 anni, Giovanna Maria Borgato, 31 anni.
A segnalare il fatto al nostro giornale è stato un lettore, Rodolfo Pellegrinon di Falcade, che così ha definito il gesto: «La notte successiva alla commemorazione delle vittime (che si è tenuta sabato scorso), un vile approfittando delle tenebre, ha pensato bene di deturpare la lapide insultando la memoria delle vittime. L'azione vigliacca testimonia solo quanto la verità faccia male ai nostalgici». L'amministrazione, dopo l'episodio di vandalismo, ha deciso di correre ai ripari. «Stiamo pensando - conclude Murer - di mettere sotto controllo la lapide commemorativa, come anche altri monumenti, per così dire "sensibili", ad esempio la statua del partigiano Augusto Murer (che in passato è stata imbrattata con il burro), attraverso l'installazione di telecamere di sorveglianza». Forse questo è l'unico modo per impedire offese alla memoria.
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