Ex Ceramica, timori sui tempi del rilancio
TRICHIANA. «Quello che è emerso in maniera chiara è che c'è l'assoluta necessità, per dare risposte ai dipendenti dell’Ideal Standard di Orcenico e a quelli di Trichiana e Roccasecca, che si concretizzi la vendita della sede friulana, in caso contrario i tempi si allungano. Ci potrebbe essere il rischio che non si passi alla fase due cioè non si lavori per saturare i due stabilimenti».
C’è preoccupazione tra i sindacati di categoria, come spiega lo stesso Nicola Brancher della Femca Cisl, sull’operazione di rilancio di Trichiana, legata a doppia mandata con la cessione dello stabilimento pordenonese.
E questi timori sono stati espressi, ieri mattina, al responsabile produttivo nell’incontro svoltosi nella fabbrica bellunese con le parti sociali e le rsu (il direttore del personale Gelsomino era assente giustificato). Le perplessità non mancano, anche perché garanzie ad oggi, come lamenta lo stesso Giuseppe Colferai della Filctem Cgil, sul futuro di Trichiana «non ci sono e non ci vengono date, per questo diventa importante fare al più presto il vertice al ministero dello Sviluppo economico per mettere nero su bianco tempi, volumi e modalità di produzione a partire dal primo maggio prossimo, quando scadrà la cassa in deroga».
«Se la vendita di Orcenico non si concretizza ci sarà un problema su tutta la compagnia italiana. Da quanto sappiamo, confidiamo che vada a buon fine, ma non tutti i segnali sono positivi. Già il fatto che mercoledì prossimo la società si ritrovi a Milano per dare ulteriori informazioni ai possibili acquirenti per la redazione del piano industriale, ci lascia perplessi: cosa è stato fatto in questi mesi? Personalmente dirò ai segretari nazionali che la vendita di Orcenico è la priorità perché è la soluzione per uscire da questo impasse». Intanto si chiede di incontrare il direttore commerciale «per capire se la politica commerciale messa in atto è propedeutica alla vendita di qualche pezzo in più. Bisogna stringere i tempi per evitare di creare ulteriori problemi a questa operazione», conclude Colferai. (p.d.a.)
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