Emigra per lavoro, muore in un cantiere in Svizzera

Moreno Forlin, 47 anni di Lamon è morto in un incidente sul lavoro a Glarus dove era emigrato da pochi mesi

La telefonata che nessun genitore vorrebbe mai ricevere arriva quando manca poco a mezzogiorno. Da Glarus, capitale dell’omonimo cantone svizzero, terra di emigrazione e di lavoro per tanti lamonesi, arriva la notizia della morte del quarantasettenne Moreno Forlin in un incidente sul lavoro avvenuto ieri mattina in un cantiere edile. I colleghi di lavoro, molti dei quali giunti da Lamon o discendenti di famiglie trapiantate nella zona, lo hanno trovato a terra, ormai privo di vita e a nulla sono valsi gli sforzi di rianimarlo. Per Forlin era troppo tardi. Frammentarie le notizie che arrivano dalla Svizzera sulla dinamica dell’incidente. Non appena la polizia è giunta in cantiere ha messo l’intera area sotto sequestro e fatto uscire tutti gli altri lavoratori. La notizia ha fatto il giro del paese in un lampo facendo calare un cupo silenzio. Le indagini dovranno chiarire se si è trattato di una tragica fatalità, se l’operaio lamonese abbia commesso qualche imprudenza oppure se qualcosa nel cantiere non fosse a norma. Di sicuro, Forlin era un lavoratore esperto, con un curriculum lungo così nel settore edile. Aveva lavorato come muratore, carpentiere e piastrellista per conto proprio e in un paio di aziende con sede a Seren del Grappa. Insomma, era in grado di fare tutto ciò che serve. Aveva cercato invano un lavoro in zona e nelle province vicine, ma senza fortuna. E allora, a settembre, ecco la chiamata da uno dei tanti lamonesi che si trovano a Glarus. C’è un posto di lavoro disponibile, e lui, persona coscienziosa, non ci pensa un attimo. Ci va, andando a rimpolpare la comunità dell’altopiano che vive più o meno stabilmente in quel cantone della Svizzera.

La notizia della sua morte è una mazzata per papà Erminio e mamma Giovanna, per le due figlie, con Greta, la più piccola, di soli sette anni, nonché per la l’attuale compagna con la quale si era ricostruito una famiglia. Un colpo durissimo anche per nonna Monica, che con i suoi 102 anni è una delle persone più anziane di Lamon. La polizia elvetica ha fornito poche informazioni alla famiglia e già questa mattina i parenti partiranno per Zurigo, dove nel frattempo la salma è stata trasferita e dove oggi si dovrebbe svolgere l’autopsia che si spera possa fare luce sulle cause del decesso. Oggi pomeriggio forse anche i familiari potranno avere qualche informazione in più su quanto accaduto al loro congiunto.

Il parroco don Liviano Bernardi e il sindaco Vania Malacarne sono stati tra i primi a portare il sostegno dell’intera comunità alla famiglia Forlin. Il primo cittadino è segnato dal dolore: «Era un mio lontano parente, ma soprattutto era un amico. Da ragazzi abbiamo condiviso la stessa compagnia. È terribile quello che è accaduto. La comunità è muta, impossibile farsi una ragione di fronte alla morte di una persona così giovane. Ancora una volta Lamon deve piangere un padre di famiglia con figli piccoli che ha perduto la vita mentre stava lavorando». Il riferimento del sindaco è alla morte avvenuta lo scorso gennaio del 38enne Paolo Tollardo, deceduto vicino casa mentre stava sistemando il bosco di proprietà. Intanto la Dezember fest, appuntamento che oggi avrebbe dovuto celebrare l’attività della protezione civile, è stata annullata in segno di lutto. In questo momento tra i lamonesi non c’è nemmeno la forza di ricordare, c’è solo una cappa di tristezza per una persona perbene che non c’è più.

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