Emergenza idrica, partiti i rifornimenti

BELLUNO. È emergenza idrica in provincia di Belluno. Il gran caldo unito all’assenza di precipitazioni e il conseguente aumento dei consumi d’acqua, fa registrare una seria carenza di questa preziosa risorsa. Se in una ventina di comuni ci sono già da giorni ordinanze che limitano i consumi, a Lamon e Sovramonte si è partiti già con i rifornimenti dalle autobotti da parte dei vigili del fuoco e di Bim Gsp. In sofferenza anche la parte alta di Pedavena e San Gregorio nelle Alpi.
La situazione peggiore. La situazione più pesante si registra nel Feltrino, e soprattutto a Lamon dove già da lunedì sera i vigili del fuoco di Feltre e di Belluno con due autobotti stanno rifornendo d’acqua le vasche di San Donato e di Sala nel centro del paese. Ieri sono stati versati quasi cento metri cubi d’acqua (precisamente 16 a San Donato e una settantina a Lamon centro). Per Bim Gsp, «questa località è quella più a rischio per un aumento di prelievi in questi ultimi giorni», tanto che lo stesso sindaco Vania Malacarne l’altro ieri ha emanato un’ordinanza che prevede la sospensione dell’erogazione dell’acqua dalle 22 alle 5 di ogni giorno. Misura d’emergenza che non si esclude, viste le condizioni attuali, possa essere adottata anche in altri Comuni nei prossimi giorni.
A Sovramonte, sempre da ieri, l’autobotte in dotazione allo stesso Gsp è entrata in azione per rifornire d’acqua il serbatoio che serve l’acquedotto che copre le aree di Aune, Croce d’Aune e Faller. Sono stati versati 8 metri cubi circa. L’acqua viene prelevata dai comuni vicini che hanno ancora disponibilità, anche se anche questi iniziano a scarseggiare.
Situazioni monitorate. In sofferenza è la parte alta di Pedavena dove Bim Gestione servizi pubblici ha registrato in queste ore un incremento dei consumi e la conseguente diminuzione dei livelli delle vasche. Stessa situazione anche a San Gregorio nelle Alpi. Entrambe queste realtà vengono monitorate costantemente dalla società idrica. Ma se non pioverà in modo abbondante c’è il reale rischio che presto anche qui si dovrà attivare un servizio di rifornimento con autobotti.
Non si sprechi l’acqua. Bim Gsp rinnova l’invito ai bellunesi, «a fare un uso parsimonioso dell’acqua di acquedotto: sono consentiti solo gli usi alimentari ed igienico-sanitari. Da evitare gli usi secondari (irrigazione di orti, giardini, spazi verdi, lavaggio auto)». L’invito riguarda in particolar modo le zone dove al momento si registrano le maggiori criticità e il progressivo calo di livelli, vale a dire oltre a Lamon, Sovramonte, San Gregorio e Pedavena, anche Belluno, Ponte nelle Alpi, Limana, Trichiana, Mel, Lentiai, Santa Giustina, Cesiomaggiore, in tutto l’Alpago, Feltre, e Santo Stefano.
«Le sorgenti bellunesi», spiega la società, «in questo periodo risentono di un forte e progressivo calo di portata dovuto al particolare andamento stagionale. A questo si aggiungono il livello elevato delle temperature e la maggior presenza turistica, che fanno aumentare inevitabilmente i consumi. Per questo invitiamo l’utenza a limitare allo stretto necessario i prelievi da rete idrica, in modo da evitare disagi diffusi».
«La situazione idrica al momento è molto delicata e, in mancanza di precipitazioni significative, è destinata a peggiorare», conclude la società. «Per questo il monitoraggio sugli acquedotti da parte di Bim Gsp è costante e quotidiano, come pure stretto è il raccordo con le autorità locali (Comuni e Prefettura). Importante, quindi, la collaborazione di tutti».
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