Elevate alcune multe per i fitofarmaci usati in agricoltura
CESIOMAGGIORE. Da quest’anno il regolamento di polizia rurale è a pieno regime e tutte le aziende agricole si sono dovute adeguare. Non è mancata qualche sanzione, ha detto il vicesindaco Carlo Vigna all’ultimo consiglio comunale, per la mancata osservanza al regolamento. «Il controllo che non può essere gestito unicamente dalla polizia municipale per scarsità di risorse da mettere in campo, è affidato anche al buon senso dei cittadini privati» che non hanno mancato, e non mancheranno, di segnalare anomalie.
Nel corso dell’estate si sono aggiornati i tavoli di confronto con Usl e Arpav e Cesiomaggiore cercherà di uniformare una strategia comune estesa a Pedavena e Feltre. «Se ci sono delle modifiche o degli aggiustamenti da apportare al regolamento, anche su indicazione degli agricoltori che ci rappresentano alcune criticità, noi siamo disponibili», ha sottolineato il vicesindaco con delega a ambiente e agricoltura. «Quello che a noi premeva però, a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, era che il servizio di polizia rurale fosse attivato per l’osservanza a un regolamento per la formalizzazione del quale ci siamo attivati da subito».
È un regolamento rigoroso, quello adottato dal comune di Cesiomaggiore alla fine del 2017, sull’utilizzo di fitofarmaci in tutto il territorio, nessun sito escluso. Dall’avvio dei lavori agricoli primaverili, il Comune ricorda che «tutti coloro che fanno agricoltura sono tenuti a rispettare le disposizioni contenute nel regolamento, quindi non soltanto i coltivatori professionali, ma anche gli hobbisti e gli appassionati che coltivano orti familiari e altri appezzamenti. Questi dovranno pertanto sostituire i prodotti che contengono le “indicazioni di pericolo” vietati, con altri prodotti ad analoga azione disponibili sul mercato e ammessi dal Comune».
Chi non osserva le norme contenute nel regolamento è passibile di sanzione pecuniaria fino a 500 euro. Il provvedimento non è coercitivo, si è sempre ribadito dall’esecutivo Zanella, ma è causa nobile. Nella nota diramata l’anno scorso e fatta recapitare ai cittadini, si evidenzia infatti che «l’obiettivo è di ridurre il più possibile l’impatto di diserbanti e pesticidi sull’ambiente, assicurando così la protezione della salute dei cittadini. L’esigenza di un intervento normativo che garantisce uno sviluppo sostenibile rappresenta anche la manifestazione di un interesse diffuso di primaria importanza, che impone una pronta ed adeguata risposta da parte dei rappresentanti delle istituzioni che operano nel territorio».
Il testo del regolamento recepisce le indicazioni tecniche inserite nella deliberazione della giunta regionale del Veneto del 1 agosto 2016. Nel territorio di Cesio, i trattamenti diserbanti sono vietati e sostituiti con metodi alternativi, da braccia e decespugliatori ad esempio. Durante il trattamento con prodotti fitosanitari autorizzati, deve essere obbligatoriamente esposta, all’ingresso del fondo trattato, una segnaletica che indichi il divieto di accesso alle persone non addette ai lavori. Se nei pressi ci sono persone o animali, l’utilizzatore professionale deve interrompere il trattamento. Se c’è vento, pure. —
L.M.
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