Coca a Cortina, i due Cobianchi saranno processati a Venezia

I loro avvocati di fiducia

Puggioni e Annunziata

hanno ottenuto dal gip

il trasloco in laguna

del procedimento

Gigi Sosso
I fratelli Leopoldo e Alvise Cobianchi
I fratelli Leopoldo e Alvise Cobianchi

 

Cocaina con i fiocchi: i Cobianchi traslocano a Venezia. Nell’udienza interlocutoria di ieri mattina, i loro avvocati difensori Puggioni e Annunziata hanno sollevato la questione della competenza e il giudice per le indagini preliminari Velo ha accolto la richiesta, spostando gli atti da Belluno a Venezia. L’udienza preliminare è già stata fissata per mercoledì 8 luglio e sarà il pm Baccaglini a chiedere il loro rinvio a giudizio al gup Vitolo. I reati contestati sono detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, lesioni aggravate e anche porto illegale di arma.

Gli altri indagati in concorso dal pm bellunese Tollardo sono Sherif Mohamed, Alessandro Pasquale De Candia, Mirko Maiale, Davide Mundula. Thomas Fragale, Ivan Montesanto, Michela Martorana, Vito Rosario Vitolano e Andrea Rea. Per Vitolano c’è soltanto il favoreggiamento.

Leopoldo e Alvise Cobianchi, che sono attualmente detenuti su ordinanza del gip di Roma, volevano prendersi Cortina e avrebbero tentato d’inserirsi nel grande affare degli appalti per le Olimpiadi 2026, peraltro senza riuscirci. Ognuno degli spacciatori aveva la sua clientela da 100 euro a dose e gli affari, tra il 2021 e il 2024, sarebbero andati bene, soprattutto nei locali della movida.

Ma il 14 febbraio 2023 i carabinieri di Cortina hanno fatto irruzione in un appartamento di via Menardi messo a disposizione dei Cobianchi da Mohamed, trovando quasi tre etti di cocaina e quasi un chilo di hashish. Nella notte tra il 17 e il 18, invece, sono andati a trovare Fragale (avvocato Conte), sequestrando altra coca e 1.500 euro in contanti. Infine il 21 febbraio è stato controllato un condominio di via Alverà abitato da Leopoldo Cobianchi, Martorana e Montesanto con 28 grammi della stessa sostanza stupefacente sequestrati. Il quantitativo ha fatto naturalmente pensare a un uso non soltanto personale. A metà marzo 2022, i Cobianchi hanno picchiato tale Gabriele Vitaliano Spiezia, colpendolo anche con una piccola pistola. Uno scontro a spinte e spallate anche con un militare, che il 21 febbraio 2021 si sarebbe sentito dire da Leopoldo: «Non sono il delinquentello di paese, sono il boss. Questa cosa la risolviamo con le pistole, non hai capito che siamo della malavita romana».

Soddisfatti gli avvocati Puggioni e Annunziata: «Riteniamo che la decisione assunta vada nella direzione di una corretta applicazioni dei principi di economia processuale e di ordinato svolgimento del procedimento».

 

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