Elettrodotto, sale la preoccupazione
BELLUNO. Sono indignati, sconcertati, si sentono presi in giro. Paura e preoccupazione si sommano ad una buona dose di sfiducia verso l'amministrazione negli abitanti dell'alto Castionese, che non hanno per niente gradito le ultime dichiarazioni dell'assessore Luca Salti in merito all'elettrodotto Terna.
Nel servizio andato in onda su Telebelluno giovedì scorso, Salti ha tracciato un quadro della situazione, spiegando che nella fascia alta (quella che porterebbe la linea dell'elettrodotto a mezza costa sul Nevegal) «gli edifici direttamente coinvolti sarebbero quattro o cinque, e da verificare se abitati o meno».
Se l'elettrodotto, invece, passasse per Levego (come da progetto approvato dall'amministrazione Prade), sarebbero molte di più, perché è chiaro a tutti che Terna non si fermerebbe sulle sponde del Piave che lambiscono Levego.
Se l'obiettivo è proseguire verso Limana, il Comune vuole capire come Terna ci vuole arrivare, e con i tralicci a Levego significherebbe, ha spiegato ancora Salti nel servizio, «passare per il basso Castionese, il Col Cavalier, via Monte Grappa, Visome». Dove ci sono decine di abitazioni.
Parole che hanno fatto scattare l'allarme tra i membri del comitato, che sta combattendo per difendere non solo il Nevegal ma tutto il territorio bellunese, e che chiede non solo che l'elettrodotto non passi per il Colle, ma che non arrivi nemmeno a lambire il comune di Belluno. Quel progetto, insomma, non s'ha da fare. Tanto meno sul Nevegal.
«Ma dopo le dichiarazioni dell'assessore Salti siamo molto preoccupati», spiega Christian Olivo, referente del comitato. «Nella riunione del 13 dicembre lui e il sindaco Massaro ci avevano rassicurati, dicendo che con la richiesta alla commissione Via di un percorso a mezza costa sul Nevegal volevano solo sondare una possibile alternativa alla soluzione già adottata dal Comune (quella del passaggio per Levego votata dall'amministrazione Prade, ndr). Ora, però, il tracciato “mezza costa Nevegal” sembra essere la scelta preferenziale per la quale l'amministrazione ha deciso di spendersi».
E, sottinteso ma neanche troppo, contro la quale il comitato non se ne starà zitto. «La popolazione si sente presa in giro», continua Olivo. «Queste ultime dichiarazioni sono in contraddizione con quanto espresso in precedenza. Come possiamo fidarci delle dichiarazioni degli amministratori?».
La sfiducia sconfina nello sbigottimento al sentire che se l'elettrodotto passasse nella fascia alta interesserebbe poche case, e forse disabitate.
«Salti dimostra di non conoscere la realtà del territorio», conclude il comitato, che continua a raccogliere pagine di firme contro l'alta tensione. Chi non l'avesse ancora fatto può dare la sua adesione alla campagna entrando in qualunque bar del Castionese. Sono 1200 le persone che hanno firmato fino ad oggi. Sarà difficile non tenerne conto.
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