È morto il partigiano “Colombino”

LIMANA. La Resistenza bellunese perde un’importante figura. È morto ieri, all’età di 88 anni, Albino Melanco. Nato e residente a Limana, era molto conosciuto non solo nel suo paese natale, ma in tutta la provincia. A Melanco l’Anpi di Belluno aveva anche dedicato un ritratto nella mostra “Ribelli per la libertà”, ospitata da Palazzo Crepadona nel 2014.
Proveniente da una famiglia allineata al regime, Melanco (classe 1929) aveva studiato nelle scuole di Conegliano e Belluno, dove aveva avuto modo di riflettere sulla natura del fascismo. A far maturare in lui le idee di libertà anche un’umiliazione ricevuta da un fascista fanatico di Belluno. Melanco entrò poi in contatto con ragazzi di famiglie antifasciste e, quando suo fratello Giovanni salì in montagna con i partigiani della brigata “Tollot”, decise di seguirlo.
«Era un ragazzino e per questo gli vennero affidati compiti di staffetta e informatore», dice Enrico Bacchetti, direttore dell’Isbrec, con cui Melanco ha collaborato attivamente per tanti anni. Ma “Colombino”, questo il suo nome di battaglia, compì anche missioni rischiose e assistette alla sparatoria del Ponte San Felice, il 15 luglio 1944. Con la brigata “Mazzini” partecipò alla liberazione di Mel e Lentiai e fu attivo nell’inverno 1944-45 in azioni di collegamento e volantinaggio e nel recupero di materiali aviolanciati.
«Ha scritto diversi articoli per la nostra rivista “Protagonisti”», ricorda ancora Bacchetti, «e con noi ha pubblicato anche il libro “Limana la resistenza, la sua gente”».
Ma Melanco, perito edile e già presidente della sezione Anpi della Sinistra Piave, è stato protagonista anche della vita amministrativa di Limana, oltre che impegnato nel mondo del volontariato. «Ha ricoperto più volte l’incarico di consigliere comunale», ricorda Edi Fontana, vice sindaco del Comune della Sinistra Piave, «ed era stato anche presidente del Calcio Limana. In paese era molto conosciuto e apprezzato». Melanco lascia la moglie Rosa e i due figli Ivo e Fabrizio.
Martina Reolon
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