È morto don Gandin, il sacerdote dei cimbri

PUOS D'ALPAGO. I cimbri piangono il loro fondatore, don Serafino Gandin. Il sacerdote è morto domenica sera all'ospedale «San Martino» di Belluno. Abitava nella casa di riposo di Puos dal 1993, costretto dalla malattia sulla sedia a rotelle.
Aveva 81 anni e il 28 giugno scorso aveva celebrato, nella chiesa di Valdenogher (dove era nato il 23 febbraio 1935) di Spert d'Alpago, i 51 anni di sacerdozio. Era stato proprio lui a costituire, ancora nel 1982, l'Associazione dei cimbri del Cansiglio, alla quale era orgoglioso di appartenere. I Gandin, gli Azzalini, i Slaviero e i Bonato sono tutte famiglie cimbre. Più di 3 mila i loro discendenti tra l'Alpago, il Cansiglio, la Pedemontana trevigiana e in giro per il mondo.
Don Serafino continuava a presentarsi, ogni prima domenica di agosto, in Pian Osteria, a bordo della sua carrozzina, per partecipare alla festa della compagnia etnica e in particolare a celebrare la messa, con preghiere anche in cimbro. «Tenete duro, continuava a dire alla sua gente. Non rinunciate ai valori della vita, della famiglia, della solidarietà, del lavoro, della fede ben radicata, che fanno di voi degli uomini e delle donne veramente autentici».
Determinato nella difesa dei diritti cimbri in Cansiglio, non temeva, don Serafino, di scontrarsi anche con le istituzioni pur di difendere la sua gente. La sua voce riempiva la foresta di faggi e abeti quando saliva sull'altopiano. La sua vocazione religiosa si era incarnata nella Congregazione dei servi della carità “Don Luigi Guanella”, da cui era uscito per entrare nel presbiterio diocesano e tornare nella terra dell'Alpago. Anche da guanelliano aveva operato in provincia di Belluno, nella casa che la famiglia religiosa dei Servi della carità ha avuto, fino a tempi recenti, a Vellai di Feltre. Vicario parrocchiale di Chies dal 1981 al 1983, quindi parroco di quella comunità per dieci anni, don Gandin svolse anche l'attività di insegnante di religione nelle scuole medie. Infine, abbandonato dalla salute poco più che cinquantenne, si era ritirato in Casa di riposo a Puos, tentando di proseguire un'attività sempre più compromessa dalla malattia che gli aveva impedito prima la deambulazione e poi lo aveva portato ad altri gravi acciacchi.
I funerali saranno celebrati giovedì alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo in Puos d'Alpago, presieduti da monsignor Giuseppe Andrich.
Francesco Dal Mas
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