Due panchine gialle in centro a Belluno per far conoscere l’endometriosi
Inaugurate questa mattina le endopank: «Fondamentale sensibilizzare per evitare ritardi diagnostici e per poter gestire la malattia»

L’importanza di informare. L’endometriosi è una malattia silente e subdola, di cui si stima siano affette almeno tre milioni di donne in Italia. Si stima, appunto, perché avere una diagnosi può richiedere anni, fino a sette. Passati fra dolori che limitano la vita quotidiana, e che provocano tutta una serie di ricadute psicologiche facilmente immaginabili.
Ecco perché è importante informare e sensibilizzare, le persone e i medici. Vanno in questa direzione le “endopank” che sono state inaugurate questa mattina, giovedì 12 dicembre, in piazza dei Martiri. Due sedute gialle, alla fermata dell’autobus, che colgono l’attenzione. Inquadrando il QR code si accede ad un video che racconta cosa sia l’endometriosi e come affrontare la malattia, che non è curabile.
«Inizialmente pensavamo di collocare la panchina in un parco, ma questo posto è maggiormente visibile e frequentato», ha spiegato l’assessore Lorenza De Kunovich. «Fare informazione, per una patologia di questo tipo, cronica e invalidante, è fondamentale», le parole dell’assessore Marco Dal Pont, che con il “progetto panchine” intende proprio far conoscere le associazioni attive sul territorio e le loro attività.
«Sensibilizzare e informare è fondamentale per evitare di arrivare a interventi chirurgici demolitivi e per prevenire il ritardo diagnostico», ha spiegato Greta Bez, tutor bellunese dell’associazione “La voce di una è la voce di tutte”. «Qualcosa negli anni è cambiato, in meglio, ma c’è ancora molto da fare».
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








