Domani a Lamon si presenta lo studio sul dialetto
LAMON. Il dialetto di Lamon (con le sue varianti presenti nelle frazioni di Arina e San Donato) ha connotazioni particolari che lo contraddistinguono dal resto delle parlate dell’area bellunese e trentina: questo è stato appurato a partire dagli studi glottologici di fine ‘800 di Graziadio Isaia Ascoli che nel suo “Saggi Ladini” poneva nel fiume Cismon un netto confine linguistico oltre che geografico (“Dicono i vicini che gli abitanti del Comune di Lamon accentuano certi “o” larghi e nasali, per i quali si fanno conoscere…”).
Nel tempo altri importanti studiosi si sono occupati del dialetto di Lamon: Don Rocco Antoniol (1946), Giovanni Mafera (anni ’70), Loredana Corrà (anni ’80 studi sui gerghi e 2001 “Il dialetto di Lamon. Cultura nelle parole”), Walter Strauß (2006 progetto ALD “Atlante linguistico del ladino dolomitico e dei dialetti limitrofi”).
Dall’anno scorso il dialetto dell’altipiano è stato oggetto di un nuovo studio da parte di Simone De Cia, titolare di un dottorato di ricerca presso l’università di Manchester (nel Regno Unito). Il linguista, grazie alla collaborazione del Comune di Lamon e del gruppo di tradizioni popolari “Drio le pèche”, attraverso una serie di interviste mirate, ha potuto approfondire le ipotesi degli studiosi che prima di lui si sono occupati della parlata lamonese, evidenziando una serie di interessanti fenomeni linguistici che la separano dai dialetti veneti e la avvicinano ai dialetti ladini e friulani.
In particolare, il Lamonat sembra avere conservato alcuni tratti sintattici del romanzo medievale ovvero la struttura V2, in cui il verbo deve essere quasi sempre in seconda posizione nella frase principale.
Un’anteprima degli interessanti risultati a cui è giunto il ricercatore verranno presentati domani sera alle 20.30 al Centro Giovani A.M.O. di via Ferd in attesa delle valutazioni conclusive che verranno esposte il prossimo anno alla conferenza annuale di dialettologia italiana che si terrà a Vienna.
Una serata di sicuro interesse per i lamonesi che vogliano conoscere meglio da dove origina la loro parlata, quali collegamenti abbia avuto nel tempo con lingue anche lontane.
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