Dolomiti da scoprire, con Lonely Planet
Gli autori della famosa guida spiegano i contenuti del numero uscito da pochi giorni, tutto dedicato ai Monti Pallidi

BELLUNO. Le Dolomiti hanno un’ulteriore occasione per farsi conoscere a livello internazionale.
Un’occasione che, questa volta, è data dalla pubblicazione della prima guida interregionale di “Lonely Planet”, la casa editrice australiana che diffonde guide turistiche in tutto il mondo.
“Dolomiti”, questo il titolo, conta più di 400 pagine, di cui circa la metà dedicata alla provincia di Belluno, che racchiude nel suo territorio la percentuale più elevata del bene Patrimonio dell’Umanità Unesco. Già nel 2016 “Lonely Planet” aveva fatto uscire la guida del Veneto e il territorio provinciale vi aveva trovato ampio spazio.
«La pubblicazione presentata il 7 dicembre a Roma è qualcosa di inedito, in quanto finora la casa editrice non aveva mai realizzato una guida interregionale», spiegano Mariagrazia Santoro e Marcella Morandini, presidente e direttore della Fondazione Dolomiti Unesco, che ha collaborato al progetto.
«Nel volume sono descritti i nove sistemi dolomitici, dislocati tra tre regioni e cinque province. Si tratta di una grandissima opportunità a livello promozionale. “Lonely Planet” ha un pubblico consolidato (solo in Italia i lettori sono 4 milioni e mezzo,
ndr
) e un modo di presentare i contenuti accattivante. Questa pubblicazione va a integrarsi con i progetti che abbiamo già avviato, dal portale Visitdolomites alla collaborazione con Google per la mappatura dei territori in “Street View”. Nella guida geomorfologia e paesaggio si uniscono alle indicazioni più pratiche riguardanti le escursioni, la ristorazione, il pernottamento, le attività per famiglie, le manifestazioni. Uno strumento aggiornato e utile per visitare le Dolomiti, considerate nelle loro peculiarità ma anche nella loro unitarietà».
«Le Dolomiti sono la proiezione verticale di un territorio sorprendente, esprimono un fascino primitivo e maestoso che rapisce lo sguardo e il cuore», si legge nel lavoro di “Lonely Planet”.
«Dalle Dolomiti di Brenta all’enciclopedia geologica del Bletterbach, dalle rocce rosa del Catinaccio ai laghi acqua e menta e alle guglie monumentali delle Dolomiti settentrionali, fino alle valli selvaggi di quelle friulane: i paesaggi mutano dando l’impressione di attraversare un continente di montagne dove convivono una sterminata varietà di piante e animali, quattro lingue, mille leggende e un’infinità di popoli».
Gli autori della guida, coordinati da Angelo Pittro, sono Denis Falconieri, Piero Pasini e Giacomo Bassi.
Quest’ultimo ha curato la parte relativa alla provincia di Belluno.
«Durante un viaggio di sei settimane si incontrano così tante persone che non è facile ricordarsi tutti i loro nomi e, soprattutto, i loro volti», sottolinea Bassi. «Quel che però non si scorda è il sentimento di gratitudine nei confronti di donne e uomini sempre pronti a darti un consiglio, a raccontarti una storia, a metterti sulle tracce di qualcosa che da solo non avresti scoperto».
«Sebbene sia nato e cresciuto in una città di mare», continua, «nelle Dolomiti mi sono subito trovato a casa. Ho amato tutto di queste montagne, che al tramonto si arrossano come se si vergognassero di tanta grazia e bellezza». In “Lonely Planet” sono indicati i motivi per cui scegliere le Dolomiti come meta di un viaggio; gli itinerari suddivisi in base alle diverse località, tutte descritte nei dettagli; cosa vedere, dai paesaggi ai luoghi più caratteristici, passando per i musei; dove e cosa mangiare e molto altro ancora. Oltre, ovviamente, a tutte le informazioni sulle strutture ricettive in cui poter soggiornare.
«Il progetto è nato due anni fa», mette in risalto Giuliano Vantaggi, consulente per il marketing della Fondazione Dolomiti Unesco, «e ora questa guida sta avendo un buon riscontro anche tra gli albergatori e gli operatori di altre strutture ricettive. Un aspetto importante è rappresentato poi dal fatto che il sistema Dolomiti viene presentato per la prima volta in modo unitario, tra l’altro davanti agli occhi di tutto il mondo, visto che la diffusione di “Lonely Planet” è internazionale».
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