Dolomiti Ambiente l’appello dei sindaci «Fermate la vendita»

Piccoli, Massaro e Orzes preoccupati dalla prospettiva che la Provincia perda maggioranza e controllo sui rifiuti
Di Irene Aliprandi

BELLUNO. Fermate la vendita di Dolomiti Ambiente. Mentre si avvicina la data della gara per la cessione della maggioranza della società provinciale dei rifiuti, tra alcuni sindaci si è aperto un dibattito: «I tempi sono ristretti, la riflessione va conclusa al più presto», dice il sindaco di Sedico e presidente del Consorzio Bim Giovanni Piccoli, «noi non abbiamo i soldi per comprare le quote della Provincia, ma se perdiamo la maggioranza qualcuno da fuori potrà condizionare lo smaltimento dei nostri rifiuti. Nelle prossime ore qualcosa deve succedere», conclude Piccoli, «vediamo se gli altri sindaci battono un colpo».

La scadenza è fissata al primo ottobre e riguarda l’84,8% delle quote di Dolomiti Ambiente, detenute dalla Provincia, che spera di incassare due milioni di euro. L’impressione è che l’unico soggetto interessato possa essere il socio padovano Acegas Aps. La società si occupa dello smaltimento dei rifiuti di buona parte del territorio bellunese e della gestione dell’impianti del Maserot e della discarica di Pra de Anta.

Per ora accanto a quelle di Piccoli, arrivano le preoccupazioni di Belluno e di Ponte nelle Alpi.

«La vendita è nelle prerogative dell’ente Provincia, ma una valutazione politica delle conseguenze è inevitabile», dice il sindaco del capoluogo Jacopo Massaro. «Politicamente perdere il controllo di Dolomiti Ambiente sarebbe un problema molto serio per la maggior parte dei comuni bellunesi, perché il quadro normativo obbliga i Comuni di un’intera provincia a ragionare insieme sulle modalità di smaltimento dei rifiuti e sulla raccolta. Alla legge si aggiunge la necessità di fare economie di scala per ridurre i costi e di elaborare strategie efficaci. Il territorio provinciale deve operare come realtà unica. La vendita della società», dice Massaro, «rischia di introdurre elementi esterni proprio quando il territorio deve ragionare sui rifiuti come un sistema uniforme. È auspicabile che la vendita venga sospesa».

Ezio Orzes, assessore all’ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi aggiunge: «Che ne sarà della Dolomiti Ambiente? Non lo sappiamo. La Provincia ha messo a gara la sua quota e vincerà chi offrirà “il prezzo più elevato rispetto a quello a base d'asta” . Non importa sapere per farne che, con quale piano industriale, con quali ricadute economiche e ambientali per la nostra provincia, con quali costi di gestione. Niente!».

Orzes dice ancora: «Già si profilano all’orizzonte soggetti interessati alla “scalata” della società, perché la Dolomiti Ambiente fa gola a tanti. Fa gola ad esempio a chi gestisce gli inceneritori nel centro nord Italia e ora non sa da che parte trovare rifiuti per alimentare gli impianti; fa gola alle grandi multi utility quotate in borsa che vogliono ampliare il loro bacino di riferimento, a tutti quelli che hanno capito che avere in mano la Dolomiti Ambiente significa sostanzialmente decidere le strategie, e i costi, del ciclo dei rifiuti in provincia. Interessa a qualcuno?».

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