“Dmo” per gestire il turismo
BELLUNO. Nella provincia dei campanili la sintesi è un imperativo. E la soluzione, nel campo del turismo, si chiama “Destination management organization”, in italiano “Organizzazione di gestione della destinazione turistica”, un organismo che avrà il ruolo chiave di gestire il turismo in provincia. Il Dmo è stato introdotto dalla legge regionale 11/2013: «Fino ad allora c'erano i sistemi turistici locali», spiega Valerio Tabacchi, nel cda del Consorzio Dolomiti. «La nuova legge regionale ha sostituito questo concetto con quello di tematismo: sono stati individuati ad esempio il sistema mare, quello terme, città d'arte, montagna veneta, Dolomiti». In quest'ultimo c'è tutta la provincia.
Il sistema del tematismo, però, «rischiava di generare confusione nella gestione, così è stato istituito il Dmo, un tavolo di coordinamento che servirà per mettere insieme tutti i soggetti, pubblici e privati, che si occupano di turismo in quel sistema tematico, e che dovrà prendere le decisioni fondamentali in materia, individuando le strategie migliori per promuovere la destinazione turistica». L'organismo serve per semplificare la gestione del sistema tematico: «Mi auguro sia il Consorzio Dolomiti», conclude Tabacchi. «Non ha senso creare un altro carrozzone. Da anni all'interno del Consorzio Dolomiti parliamo di costituire quest'organismo. Con una condizione però: che i privati abbiano il 51 per cento delle quote. Perché la politica cambia (nel Dmo potranno entrare anche i Comuni con più di 100 mila presenze turistiche all'anno e la Provincia, ndr), i privati invece sono quelli che investono e si mettono in gioco. Sempre». (a.f.)
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