Dipartimento di medicina ecco il primo rinforzo

L’assunzione in ospedale a tempo indeterminato rimette le cose quasi a posto Intanto la casa di riposo di Meano supera in pieno l’esame di Spisal e Nas

FELTRE. Un medico in più per il Santa Maria del Prato. Con la richiesta di assunzione per mobilità di un dottore, Marco Mazza, in servizio a tempo indeterminato all’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, deciso a venire a lavorare al Santa Maria del Prato, per il dipartimento di medicina per intensità di cura, l’organico sottodimensionato di due unità, si sta ricomponendo. Era quanto aveva anticipato il direttore di ospedale, Lorenzo Tognon, quando è stata presentata la nuova primaria di geriatria, Anna Casanova. «Non fosse per la carenza di organico, l’area di medicina che unisce quella generale, geriatria e la sezione di lungodegenza, sarebbe già decollata con progetti innovativi, come l’orto-geriatria per conservare le abilità dell’anziano fratturato e la sua autonomia».

Adesso, per fortuna, all’appello ha risposto un giovane medico che andrà a dare manforte all’équipe multidisciplinare. Ed è sulla fase acuta e sugli anziani, che diventano sempre più “grandi vecchi”, che si concentra tanta parte di attività dell’ospedale di Feltre e del territorio. «L’attenzione al percorso dell’anziano, da quando entra in ospedale a quando viene dimesso in condizioni di massima protezione, è alta, da parte del distretto di Feltre e dell’azienda sanitaria Dolomiti», aveva spiegato il direttore generale dell’Usl, Adriano Rasi Caldogno. Per questo puntiamo molto sulle strutture ponte, da quelle intermedie all’ospedale di comunità, prestando la massima attenzione alle offerte nei centri servizio, cioè nelle case di riposo. Teniamo conto che l’indice di vecchiaia più rilevante di tutto il Veneto è quello che riguarda il nostro territorio».

Il bellunese diventa dunque sempre più “vecchio”. Fino a una decina di anni fa era Venezia città a detenere il record, negli ultimi tempi eravamo secondi solo a Rovigo. Che adesso abbiamo superato. Un’attenzione alle strutture protette, cioè alle case di riposo e alle Rsa, che a ridosso di Pasqua si è tradotta anche in un blitz, voluto dalla Regione.

Personale specialistico del distretto ospedaliero di Belluno, la mattina di giovedì santo, si è presentato senza preavviso nella casa di riposo di Meano dove si è guardata la struttura dalla testa ai piedi, dalle cucine agli spazi ricreativi, alle stanze degli ospiti, si sono acquisiti i visti di sicurezza dello Spisal e dei Nas, confermando la certificazione di qualità del centro. Il sopralluogo è stato “restituito” anche nel bellunese, a cura di personale del distretto di Feltre, coinvolgendo la casa di riposo di Limana. «Sia Limana che Meano sono risultate con una buona qualità di servizi rispetto a una batteria di ventotto indicatori», ha confermato il dg Rasi Caldogno.

Laura Milano



Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi