Debortoli: i piccoli negozi sono a rischio chiusura

«La gente spende meno, la montagna bellunese si ritroverà senza servizi». «Salviamo il manifatturiero. La politica? Un’idiozia far saltare la Provincia»
Di Francesco Saltini
Nulla di fatto per i Gratta e Vinci: rimane soltanto l'offerta gia' presentata a suo tempo da Consorzio controllato Lottomatica, e ribadita oggi, che dovra' a questo punto versare da solo gli 800 milioni di euro previsti per l' assegnazione della nuova concessione che partira' il primo giugno 2010, con una durata di 9 anni e un solo possibile rinnovo per un analogo periodo. FRANCO SILVI
Nulla di fatto per i Gratta e Vinci: rimane soltanto l'offerta gia' presentata a suo tempo da Consorzio controllato Lottomatica, e ribadita oggi, che dovra' a questo punto versare da solo gli 800 milioni di euro previsti per l' assegnazione della nuova concessione che partira' il primo giugno 2010, con una durata di 9 anni e un solo possibile rinnovo per un analogo periodo. FRANCO SILVI

BELLUNO. Una montagna desolata. È un futuro a tinte fosche quello disegnato dal presidente dell’Ascom Franco Debortoli, preoccupato per le pesanti ripercussioni che la crisi economica sta causando al commercio bellunese. «Il rischio è che i piccoli negozi chiudano i battenti, facendo scadere sempre più il livello dei servizi nelle aree più disagiate del nostro territorio».

La crisi si sente. «I soldi nelle tasche delle persone normali sono sempre di meno», sottolinea Debortoli, «e vista la situazione di estrema incertezza, una famiglia centellina le spese, comprando solo lo stretto necessario per mantenere uno stile di vita decoroso. Il superfluo viene eliminato».

Salviamo le industrie. Debortoli condivide le riflessioni fatte dal collega della Camera di commercio Paolo Doglioni: «Questa provincia non può prescindere dal manifatturiero. È un elemento fondamentale per la nostra economia e la politica non può certo abbandonarlo. Dobbiamo rinforzarlo, trovare alternative, anche perché tanti parlano di turismo, ma nessuno ha mai presentato progettualità ad ampio raggio, idee che guardino al futuro. Ci sono zone disagiate che dal turismo avrebbero potuto trarre dei grandi vantaggi, ma sono state dimenticate e ormai è tardi per recuperare il terreno perduto. E poi leggiamo sui giornali che perdiamo le occasioni per avere i contributi europei. Bisognerebbe dare una martellata sulle dita degli amministratori che non sanno fare il loro dovere: non è sempre vero che non ci sono soldi, troppe volte non siamo capaci a scovarli».

Il caso Safilo, con cinquecento persone che rischiano di restare a casa, è emblematico secondo Debortoli: «Bisogna aiutare chi fa impresa. Per anni il terziario è stato l’ammortizzatore sociale del Bellunese, non possiamo permettere che questo settore muoia: le conseguenze sarebbero letali per l’economia provinciale».

Gli errori della politica. «Il problema del Bellunese», attacca Debortoli, «è la mancanza di “cervelli” tra chi ci comanda. Il caso emblematico è il commissariamento della politica. Per ripicche e sgarbi personali, qualcuno ha deciso di mettere in ginocchio un ente fondamentale per alcuni settori, che ora sono fermi. È stata un’idiozia, ma nessuno si assume la paternità di questo errore». «E intanto», prosegue il presidente Ascom, «ci sono decine e decine di problemi da risolvere. Pensate che da alcuni giorni dalla provincia di Belluno non riusciamo a connetterci con il sito della Regione per effettuare le pratiche amministrative».

Sos montagna. Il commerciante rischia grosso, secondo Debortoli, soprattutto chi opera nelle aree disagiate: «Non vorrei seminare il panico, ma la montagna rischia grosso e la colpa è di chi non ha mai voluto capire che lavorare nelle aree disagiate comporta maggiori spese, viste le difficoltà legate alla logistica, al clima e ai trasporti. I territori più fragili sono quelli dove i servizi rischiano di scadere sempre più. I negozi e i bar di paese chiuderanno e quando lo avranno fatto, non apriranno più. Sarà una montagna desolata e sempre più povera, economicamente e demograficamente parlando».

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