De Col gioca fuori casa «Mi candido per Agordo»

LA VALLE. «Candidarmi ad Agordo? Perché no, magari all'interno di una lista “multi-etnica”». Dopo l'unione delle funzioni fra i Comuni, il sindaco di La Valle, Tiziano De Col, lancia ora la proposta di una lista transfrontaliera per il comune di Agordo. Il prossimo anno, infatti, molti comuni agordini andranno a elezioni. Fra questi anche il capoluogo di vallata e La Valle che stanno cercando sin da ora i prossimi candidati sindaci, disponibili ad accollarsi l'onere di guidare i municipi in tempi di vacche magre e allo stesso tempo di molteplici incombenze. Sia Renzo Gavaz che lo stesso Tiziano De Col, attuali sindaci di Agordo e La Valle, non potranno ricandidarsi come capolista nei loro rispettivi Comuni, ma nulla vieta loro di proporsi altrove. E De Col ci sta pensando. «No», «come sindaco di Agordo no, perché credo sia giusto che il sindaco sia un cittadino del comune se non altro perché se alza le tasse è bene che per primo le alzi a se stesso. Come consigliere all'interno di un lista, però...».
Però?
«Se ci fosse l'opportunità di fare un listone nel quale portare la mia esperienza, perché no? Sia ben chiaro: non voglio fare guerre con nessuno o creare problemi. Ad Agordo ci sono tantissime persone degne di rappresentare il loro comune. Ma ho tanti amici ad Agordo, di destra, sinistra, centro. Non ne farei una questione politica».
C'è una persona in particolare con cui vorrebbe collaborare?
«Ripeto, ho amici di tutti i colori ad Agordo e molti mi hanno chiesto circa una possibile candidatura. Ho ottimi rapporti con Sisto Da Roit, con Claudio Sito (che ha già fatto capire come la sua candidatura sia cosa quasi certa, ndr), con Cristina Bien, con Roberto Chissalè...».
Se non è politico, qual è l'obiettivo di questa candidatura?
«Se ci fosse la possibilità di mettere assieme le forze», aggiunge Tiziano De Col, «non direi di no. D'altronde entro la fine dell'anno dobbiamo mettere assieme tutte le funzioni fra i comuni, giusto? E allora bisogna ragionare in un'ottica diciamo “multi-etnica” anche per le liste. Io spero che il Comune unico sia lontano da venire, ma visto che l'unione dei servizi sta andando avanti non vedo il problema: se io di La Valle vengo eletto ad Agordo o viceversa, stiamo gestendo le stesse funzioni. Penso che mescolare le carte non sia così male per riequilibrare il sistema. In casa ho un esempio, quello del consigliere Alessandro De Lazzer: lui è di Agordo, ma sta gestendo ottimamente le questioni legate al campo sportivo di La Valle e non solo. Credo sia anche uno stimolo e una soddisfazione per le persone del luogo vedere che gente da fuori chieda di partecipare alla gestione del loro comune».
E a La Valle, invece, cosa succederà?
«Eh, questa volta se non ci sono almeno due liste rischiamo davvero il commissariamento perché su 1250 iscritti alle liste elettorali, circa 300 sono residenti all'estero. Quindi, con una lista unica, occorrerebbe che andasse a votare circa l'82% degli elettori: molto difficile di questi tempi. Se qualcuno va avanti deciso e mi chiede aiuto sono disposto a dare una mano. Personalmente, non chiederò a nessuno di andare davanti. Per ora non vedo particolari entusiasmi. Staremo a vedere».
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