Da Sanremo al silenzio, ma i Jalisse cantano ancora

I Jalisse sono stati ospiti del centro Papa Luciani di Col Cumano
I Jalisse sono stati ospiti del centro Papa Luciani di Col Cumano
 SANTA GIUSTINA.
"Che fine hanno fatto i Jalisse?", a questa domanda hanno risposto proprio loro, Alessandra Drusian e Fabio Ricci, sabato scorso al centro Papa Luciani. Il duo è sempre attivo, anche se il loro essere da sempre indipendenti, fuori dal giro delle grandi case discografiche, li lascia ai margini della televisione. «La musica oggi è in crisi», ha sostenuto Fabio Ricci. «Oggi rimangono quasi solo le vendite su internet, i cd sono in forte calo: il mercato della musica si deve reinventare di nuovo».  I Jalisse in questi anni si sono dedicati ad altri progetti, come il Civil life music contest, il concorso tra le scuole venete conclusosi lo scorso 4 giugno con la vittoria dei ragazzi del Itg Forcellini di Feltre. Agli alunni delle scuole, autori di un testo sulla cittadinanza, sono stati affiancati dei musicisti per mettere in musica le loro parole. Da questa esperienza nasce la collaborazione con Carlo Zannetti, presidente regionale di Assoartisti che ha tenuto le fila degli artisti coinvolti, presente a Col Cumano assieme ai Jalisse. «Il progetto tornerà il prossimo anno», ha racconta ancora Fabio Ricci, «e abbiamo firmato un protocollo con il ministero per realizzare progetti analoghi anche in altre regioni». Una prima esperienza di questo tipo era stata fatta a L'Aquila, e dai testi scritti dai ragazzi di quella città, sul dolore del terremoto e la speranza per il futuro, era nata una canzone proposta per essere ammessa allo scorso Festival di Sanremo, che seguiva quelle degli anni precedenti frutto anche di collaborazioni con scrittori importanti, proposte che non sono state accolte dalla commissione di selezione del Festival.  «Noi siamo orgogliosi di essere tra i pochi vincitori puliti del Festival», ha detto Alessandra Drusian. «Nel 1996 i favoriti, sempre in testa fin dall'inizio, erano Elio e le storie tese, ma poi vinse Ron tra le polemiche. Nel 1997 le grandi case discografiche non si sono fidate a metter mano ai risultati, dopo le prime serate eravamo piaciuti e alla fine abbiamo vinto, ma abbiamo messo in crisi il sistema, perché eravamo degli indipendenti. Questo lo abbiamo scoperto anche noi pochi anni fa, grazie ad un libro di Gigi Vesigna».  I Jalisse sono oggi una famiglia, si sono sposati nel 1999 e hanno due figlie, vivono nel Veneto riuscendo a realizzare pezzi molto belli che pochi conoscono, come "Le rose e il mare", brano dedicato ai militari in missione di pace, visto con gli occhi della fidanzata che aspetta il loro ritorno. «La famiglia è stata fondamentale per noi», ha aggiunto Fabio Ricci. «È il pilastro che ci ha sorretto nelle delusioni. Ai ragazzi che vogliono provare a fare questo mestiere raccomando di restare legati alla famiglia, ne ho visti perdersi per colpa di manager poco capaci e senza scrupoli, e di essere loro stessi dei manager, di sapere i propri diritti e doveri e sfruttare soprattutto internet per farsi conoscere, nel mondo della musica sei un produttore di incassi: finchè guadagnano ti appoggiano, quando non rendi più ti abbandonano». Ma ci sono ancora artisti che credono nei giovani, nel portare la musica a scuola, affiancando gli insegnanti per appassionare gli studenti a una disciplina che non trova molto posto nei programmi di insegnamento. (a.a.)

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