Crolla un controsoffitto Macello in pessime condizioni

Il danno si è manifestato in una cella frigo, per fortuna non passava nessuno Dalla Torre: «Il gestore ha già pagato la riparazione, ma i soldi gli vanno restituiti»
- Il macello di Feltre chiuso da mesi potrebbe essere riaperto ma servono finanziamenti
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feltre

Il macello comprensoriale è a rischio statico. Ed è stato solo un caso che alcune settimane fa, quando è crollato il controsoffitto di una delle tre celle frigo, non ci fosse nessuno che passasse di là, proprio in quel momento. Perché, con tutta probabilità, si sarebbe ritrovato con la testa rotta. Il problema è che anche le altre celle non sono messe bene, le infiltrazioni dovute agli sbalzi termici, potrebbero generare la stessa situazione. E non è messo bene, a livello strutturale, l’intero edificio.

La ditta “Centro macellazione feltrina” di Massimiliano Michielin e Edy De Rossi, cui è stata affidata nel 2012 la gestione del macello, è subito intervenuta con anticipazione di cassa per sistemare il danno e ripristinare il locale al fine di non dover interrompere il servizio. L’Unione montana feltrina che ha in capo la struttura su cessione del Comune di Feltre, si è subito mossa con le assicurazioni. Con riscontri nulli.

«Le assicurazioni ci hanno risposto picche», spiega il presidente di Unione montana feltrina, Federico Dalla Torre, «in quanto l’edificio ha quasi quarant’anni, si sono documentate tecnicamente le criticità della struttura per arrivare alla conclusione che il cedimento è stato strutturale. Il gestore, cioè la ditta cui è stata affidata la gestione della macellazione, ha anticipato i soldi per i lavori, effettuati con carattere d’urgenza, anche se non le spettava, al fine di non interrompere il servizio. È ovvio che di quei soldi il “Centro macellazione feltrina” dovrà rientrare e anche al più presto. Abbiamo chiesto un contributo al consorzio Bim Piave vallata Baf. Ma servono sicuramente altre risorse per un intervento radicale».

Il pensiero di Dalla Torre va alla Fondazione Cariverona: «Dovremo pensarci. Ricordo però che si tratta di un macello comprensoriale che serve, oltre il feltrino, anche Primiero e basso Cadore. Auspico dunque che gli enti interessati non si chiamino fuori quantomeno rispetto ai lavori di manutenzione straordinaria o, come nel caso specifico, di massima urgenza. Per quanto mi riguarda, come presidente di Unione montana feltrina, sto cercando i contatti necessari e mi sto attivando per affrontare la problematica da un punto di vista strutturale e complessivo. Ricordo anche che l’edificio è di proprietà del comune di Feltre, ancorché ceduto in gestione alla vecchia Comunità montana feltrina. Evidenzio», conclude il presidente dell’Umfm «infine che le criticità non si limitano al crollo di un unico controsoffitto, che per fortuna non ha avuto conseguenze sull’incolumità delle persone che lavorano all’interno del macello. Ci sono parti dell’edificio che possono esporre ad analoghi rischi».



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