Critiche alla Manovra. Il Pd si prepara a contestare Bossi
I tagli per la Provincia superano i dieci milioni di euro . In occasione delle vacanze dei ministri leghisti, manifestazione a Calalzo. Si pensa ad una manifestazione durante le vacanze di Bossi

Il gazebo del Pd di venerdì in piazza Duomo Sopra Bossi
BELLUNO
. «Ogni anno vengono qui a farsi la cena, a gozzovigliare. E nello stesso tempo mettono in ginocchio la provincia. E' una situazione insopportabile. I bellunesi dovrebbero dichiarare questi signori, persone indesiderate nel nostro territorio». Le «persone indesiderate» sono Bossi e Calderoli che stanno per arrivare nel Bellunese per i consueti giorni di vacanza attorno alla data del compleanno di Tremonti. Il richiamo ai bellunesi è di Sergio Reolon.
Il Partito democratico, come spiega anche il segretario provinciale Lidia Maoret, sta valutando quando mettere in scena una manifestazione di protesta a Calalzo, nei giorni della presenza dei due ministri leghisti. Bossi dovrebbe arrivare domani, Calderoli a seguire. Tremonti pure. Il 18 il ministro dell'economia festeggia il compleanno. Di solito c'è una cena all'hotel Ferrovia, dove soggiornano i leghisti. E il 17 alle 21 nella piazza di Calalzo c'è il comizio di Bossi e Calderoli. Quando, dunque, ci sarà la protesta del Pd? «Ci stiamo pensando» spiegano Reolon e Maoret. «Non è nostro costume interrompere i comizi degli altri».
Reolon dà un consiglio a Gino Mondin, il titolare dell'hotel Ferrovia, oltre che consigliere provinciale della Lega: «Dovrebbe essere lui, il primo, a opporsi: sta lì a reggere il moccolo a chi fa a pezzi la Provincia». Non è più questione di soppressione dell'ente. Questa ipotesi sembra accantonata, anche se il decreto del Governo deve passare al vaglio delle commissioni parlamentari e dell'aula di Camera e Senato. Il problema vero, spiega Reolon, sono i soldi. «Con il taglio di 300 milioni dell'anno scorso alla Provincia di Belluno sono stati tolti prima sei milioni, poi altri due e mezzo della sovrattassa elettrica che io avevo portato a casa e che non è stata più rinnovata. Con l'attuale manovra si prevede di tagliare 700 milioni di euro.
Questo significa che alla Provincia di Belluno l'anno prossimo mancheranno più di dieci milioni di euro. E' come se l'avessero soppressa». E dunque, che vengono a fare qui Bossi e Calderoli? «Bossi tre anni fa disse che era d'accordo per il federalismo variabile per venire incontro alle esigenze della montagna. Mi sono trovato d'accordo con lui su questo, scatenando le polemiche. Certo, ci hanno differenziato, ma nel senso che da noi tagliano più che da altre parti. Che se ne stiano a casa loro, che se ne stiano in Padania, invece di venire sulle Dolomiti».
Ma non c'è solo la partita (e la confusione) degli enti locali, Comuni e Province. C'è ben altro nella manovra bis varata dal Governo. «Ci sono i soldi presi dalle tasche dei cittadini, dei più deboli. Si toccano i pensionati, i lavoratori dipendenti. Si toccano anche i Comuni, che sono quelli che danno servizi alle fasce che hanno maggiori difficoltà. Chi evade, chi ha i soldi, non ha bisogno dei servizi». Reolon contesta alcune dichiarazioni del Governo: «Dicono che è una manovra equilibrata, perchè tocca anche le rendite finanziarie, che valgono invece meno del 10 per cento della manovra e sono nelle mani del 60 per cento dei cittadini. Il resto della manovra è sulle spalle degli altri cittadini, quelli meno ricchi».
Sia Reolon che la Maoret mettono il dito sulla quella che sembra la vera piaga della organizzazione amministrativa del nostro Paese: i settemila enti intermedi che ci sono tra Comuni e Province. «Lì ci sono gli spreci, sono enti non eletti dai cittadini ma nominati. La pazzia è questa: è mantenere in vita questi enti, spesso senza controllo. Altro che i piccoli comuni che sono vicini ai cittadini e dove non ci sono sprechi». Critiche al governo anche da Maurizio Fistarol, senatore di Verso Nord: «Quella del Governo appare una soluzione minima per gli effetti di risparmio di spesa e improvvisata nelle modalità.
E' concreto il rischio che a settembre in Parlamento tutto si risolva in una bolla di sapone a causa di centinaia di veti contrari». Che si debba mettere mano alla organizzazione degli enti locali è convinto anche Fistarol: «La soluzione più praticabile pare essere quella per cui vengono mantenuti i livelli municipali esistenti ancorché minimi, ma quanto meno sotto i 5 mila abitanti devono essere rimosse tutte le funzioni amministrative e le relative organizzazioni, mantenendo soltanto un livello minimo di rappresentanza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi
Leggi anche
Video








