La Corte dei Conti bacchetta Palazzo Rosso: «Basso il tasso di riscossione dell’evasione»

La magistratura contabile invita il Comune di Belluno a vigilare sulle perdite delle società partecipate Sersa e Fondazione Teatri

Paola Dall’anese
Belluno - Palazzo Rosso sede del municipio
Belluno - Palazzo Rosso sede del municipio

Il Comune continua ad incassare troppo poco dalla riscossione dei tributi (come era accaduto anche nel 2022) ma deve monitorare di più le società partecipate in perdita per adempire alla governance che l’utilizzo di risorse pubbliche impone.

A rilevare questa situazione è la Corte dei Conti del Veneto che ha inviato l’esito dell’esame sui documenti relativi al bilancio di previsione 2023-2025 e al rendiconto 2023. Sono quattro i punti che la magistratura contabile mette in luce nel documento: il basso tasso di riscossione delle entrate derivanti dal contrasto all’evasione tributaria e dall’attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti; l’accumulo di residui passivi di gestione e la permanenza di posizioni vetuste che necessitano di ulteriore verifiche; la presenza di organismi partecipati in perdita (cioè le società partecipate) e la crescita della voce Riserve negative per beni indisponibili.

Riscossione

In merito alla riscossione, la Corte dei Conti aveva già segnalato nel settembre scorso a Palazzo Rosso la questione chiedendo spiegazioni, spiegazioni che gli uffici hanno presentato ad ottobre. D’altra parte questa criticità era un problema già evidenziato dalla magistratura contabile anche per l’esercizio 2022.

Pur “non rilevando irregolarità gravi da rendere necessario un accertamento”, e “per prevenire l’insorgenza di situazioni di deficitarietà o di squilibrio”, la Corte dei Conti evidenzia la presenza di “irregolarità contabili che, se accompagnate da criticità o difficoltà gestionali, potrebbero pregiudicare la sana gestione finanziaria che deve caratterizzare l’amministrazione di ogni ente pubblico locale”. Vale a dire che la Corte dei Conti mette in guardia Palazzo Rosso perché superi le criticità onde evitare irregolarità future. Irregolarità che derivano principalmente, da un accumulo di residui passivi e attivi.

Residui attivi

Per quanto riguarda i residui attivi, cioè la riscossione di tributi ma anche di sanzioni stradali, nell’anno 2023 si sono raggiunti i 9 milioni di cui quasi 5 milioni per i tributi e oltre 3 milioni per riscossione di illeciti e irregolarità. Una situazione che per la Corte dei Conti “costituisce una criticità suscettibile di incidere negativamente sulla gestione, ritardando il conseguimento delle risorse necessarie per far fronte alle spese programmate».

Quindi l’invito è a riscuotere per avere maggiori risorse da utilizzare. «Su questo il vice sindaco di Belluno, Paolo Gamba, si dice tranquillo anticipando che «è intenzione dell’amministrazione esternalizzare il servizio di riscossione coatta visto che l’attività svolta ad oggi dall’Agenzia delle Entrate e Riscossione non sta avendo gli esiti sperati. Anche perché», continua Gamba, «l’Agenzia spesso si concentra su crediti elevati, cosa che invece per la nostra realtà non sono sempre così frequenti».

Residui passivi

Non manca all’attenzione neppure l’accumulo di residui passivi, cioè di pagamento di spese che ammontavano nel 2023 a 2,9 milioni. Tra questi rientrava anche la situazione relativa ai residui passivi legati alla vicenda dell’Unione montana Belluno-Ponte nelle Alpi che però il Comune spiega essere in fase di risoluzione con il suo commissariamento.

Le società partecipate

La novità dei rilievi della Corte dei Conti sul rendiconto 2023, è la perdita delle società partecipate, con un focus su Sersa e Fondazione Teatri. Per entrambe Palazzo Rosso rassicura che la situazione è «risolta per la Sersa dopo il passaggio del Covid che aveva ridotto personale e posti letto, mentre per la Fondazione Teatri la nuova presidente è al lavoro», sottolinea Gamba che poi evidenzia come «sia per Sersa che anche per Sportivamente Belluno stiamo valutando se mantenere l’attuale assetto o modificarla in base alle nuove necessità dei fruitori di questi servizi. Dobbiamo rivedere in ottica più moderna la loro forma giuridica ma anche la loro attività. Soprattutto per Sersa, con l’attivazione degli Ats si dovrà verificare cosa sarà meglio fare per poter garantire ai nostri cittadini servizio efficienti ed efficaci».

Nonostante questo, comunque, la Corte dei Conti invita l’amministrazione comunale a “esercitare i compiti di vigilanza, indirizzo e controllo che l’utilizzo di risorse pubbliche impone”. E invita ad attivare un adeguato accantonamento per le perdite delle partecipate. Infine, invita Palazzo Rosso a “porre in essere una gestione improntata all’equilibrio economico per assicurare la sollecita e progressiva ricostituzione del patrimonio netto”. —

 

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi