Confartigianato all’attacco «Che confusione il Sistri»

BELLUNO. «Le misure approvate dal Governo in merito al Sistri sono del tutto insoddisfacenti. Alimentano le incertezze e le perplessità delle imprese, che invece avrebbero bisogno di ben altro in questo momento».
È il grido d’allarme lanciato da Confartigianato Belluno. A parlare è Maurizio Reolon, responsabile dell’Ufficio Ambiente. Le proteste riguardano il sistema di tracciabilità dei rifiuti, «che ha fatto penare negli anni scorsi le imprese e di cui, da più parti, si chiede l’abolizione», dicono da Confartigianato. E l’intento dell’associazione bellunese è battersi per raggiungere un obiettivo: chiedere l’esclusione dall’obbligo di iscrizione al Sistri per chi produce meno di 6.000 tonnellate annue di rifiuti pericolosi, come accade per il sistema telematico di controllo dei rifiuti adottato dalla Germania. «Il Governo si è invece limitato a introdurre qualche semplificazione e a spostare ancora in avanti l’entrata in vigore», mette in risalto Reolon.
Due i punti salienti del decreto approvato ad agosto dal Governo. Il primo introduce l’obbligo di gestire i rifiuti tramite il Sistri solo per quelli pericolosi. «Sembrerebbe un passo avanti», commenta Reolon, «senonché, nella maggior parte dei casi, dall’attività esercitata dai produttori di rifiuti pericolosi vengono generati anche rifiuti non pericolosi. La conseguenza è che i pericolosi saranno gestiti per via telematica, mentre i non pericolosi con registro e formulario cartacei».
La seconda novità del decreto è che per i trasportatori di rifiuti e per i gestori di impianti di recupero e smaltimento il Sistri torna ad essere obbligatorio dal 1° ottobre. «Si tratta di un termine improponibile, visto che i trasportatori hanno da tempo dismesso le black box, il dispositivo elettronico per tracciare il percorso degli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti, perché danneggiavano gli impianti elettrici degli autoveicoli. Non solo, ma hanno anche disdetto i contratti delle Sim card che le black box contenevano, stufi di pagare per nulla la tariffa telefonica da oltre un anno». «Come associazione», dice ancora Reolon, «non sappiamo proprio cosa consigliare alle aziende che effettuano il trasporto e la gestione dei rifiuti, perché forse a ridosso della scadenza potrà arrivare un ulteriore rinvio». (m.r.)
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