Comune unico, la Val Boite si muove

Domani un nuovo incontro tra i sindaci per mandare avanti l’iter. De Bon: «Organizzeremo assemblee con la gente»
Di Alessandra Segafreddo
Gentile potrebbe tornare a lavorare in Comune a San Vito
Gentile potrebbe tornare a lavorare in Comune a San Vito

SAN VITO. Creare un Comune unico in valle del Boite diventa tema degli incontri fra i sindaci dell’Unione montana.

Ne hanno cominciato discutere concretamente i primi cittadini di San Vito, Borca, Vodo, Cibiana e Valle di Cadore, i Comuni che fanno parte dell’Unione della valle del Boite. Martedì c’è stata una prima riunione, e domani ce ne sarà un’altra.

Il Comune che da tempo promuove la fusione è San Vito. Si tenterà di unire San Vito per lo meno con Borca e Vodo. Cibiana sembra infatti che non voglia ancora fondersi e Valle intende chiedere ai cittadini se desiderano unirsi con la valle del Boite o con il centro Cadore.

«Riteniamo sia fondamentale fondere i Comuni della valle del Boite», spiega il primo cittadino sanvitese, Franco De Bon, «in tempi anche piuttosto rapidi. Avremmo voluto essere più avanti con l’iter, come avevamo preannunciato in campagna elettorale, ma la frana del 4 agosto ci ha, inevitabilmente, fatto cambiare le priorità. Se prima il nostro obiettivo principale era quello di unire i Comuni, dal 5 agosto in poi abbiamo dovuto preoccuparci della sistemazione del paese».

Passi avanti in quella direzione, in ogni caso, ne sono stati già fatti: «Abbiamo fatto predisporre dai nostri tecnici un prospetto economico e finanziario», sottolinea infatti Franco De Bon, «che analizzeremo con i sindaci e che spiega nel dettaglio i guadagni che derivano dalla fusione. Ci sono vari elementi da valutare, ma riteniamo che ormai sia una scelta irrinunciabile. Se si vuole pianificare un futuro per la vallata lo si deve fare ragionando su una vasta area e non pensando al proprio orticello. I tempi sono ormai maturi, e gli esempi positivi di unificazioni, come Longarone, sottolineano che sia un passo da compiere».

«Ora cominceremo l’iter», annuncia il sindaco di San Vito. «Organizzeremo delle assemblee pubbliche per spiegare ai cittadini i vantaggi della fusione».

«Non va infine dimenticato», conclude De Bon, «che anche la Regione premia la fusione dei Comuni che allo stato attuale sono invece vessati da continui tagli ai trasferimenti».

A partire dal 2016 verranno infatti assegnati contributi straordinari triennali per i nuovi comuni nati dalle fusioni. Lo dispone il provvedimento adottato dalla giunta regionale su relazione del vicepresidente Gianluca Forcolin. In base ai criteri adottati, i contributi saranno commisurati al numero dei comuni che si fondono (50.000 euro per ogni comune, con un massimo di 200.000 euro), alla popolazione dei comuni interessati (10 euro per abitante con un massimo di 50.000 euro), alla spesa corrente degli enti in base al bilancio consuntivo dell’esercizio precedente alla fusione (50.000 euro in misura fissa a cui si aggiunge l’aliquota dello 0,5% da applicare sulle spese correnti, con un importo massimo di contributo di 100.000 euro).

L’importo del contributo sarà ridotto del 30% nel secondo anno e del 50% per la terza annualità.

A San Vito, in ogni caso, di fusione dei Comuni si parla ormai da anni. Proprio ieri ricorreva l’anniversario della morte di Vittore De Sandre, scomparso nel 2013. De Sandre, amministratore di San Vito di Cadore ininterrottamente dal 1963, già negli anni Novanta provò a unire i Comuni, ma gli arroccamenti ai campanili ebbero la meglio. Ora sembra che la possibilità ci sia e che soprattutto ci sia la volontà di unire le forze.

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