Commozione per l’addio a Gandin

Il vescovo Andrich e 20 sacerdoti concelebrano le esequie del “prete dei cimbri”

PUOS D'ALPAGO. Una grande tempra da cimbro. Soprattutto una grande fede. E' quanto monsignor Giuseppe Ancrich, già vescovo di Belluno Feltre, oggi amministratore diocesano, ha riconosciuto a don Serafino Gandin, morto all'ospedale di Belluno. Aveva 81 anni e il 28 giugno scorso aveva celebrato, nella chiesa di Valdenogher (dove era nato il 23 febbraio 1935) di Spert d'Alpago, i 51 anni di sacerdozio. La chiesa di Puos d'Alpago, per l'ultimo saluto, quello dei funerali, si è riempita di cimbri e di altri estimatori del sacerdote. Con monsignor Andrich hanno concelebrato più di 20 preti. Il vescovo ha ricordato il carattere forte di don Serafino, a volte impetuoso, ma di una generosità unica. Andrich ha ricordato anche i numerosi volontari che l'hanno assistito negli anni in cui don Gandin non riusciva ad essere autonomo; la sua vita, infatti, era in carrozzina. E sulle quattro ruote si presentava anche in Cansiglio, precisamente in Pian Osteria, per presiederà la messa nella festa dei cimbri. La vocazione religiosa di don Serafino si era incarnata nella congregazione dei servi della carità “don Luigi Guanella”, da cui era uscito per entrare nel presbiterio diocesano e tornare nella terra d'Alpago. Anche da guanelliano aveva operato in provincia di Belluno, nella casa che la famiglia religiosa dei Servi della carità ha avuto, fino a tempi recenti, a Vellai di Feltre. Abbandonato dalla salute poco più che cinquantenne, si era ritirato in Casa di riposo a Puos, tentando di proseguire un'attività pastorale sempre più compromessa dalla malattia. (f.d.m.)

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