Colpo di spugna, cancellato il Decanato di Livinallongo

LIVINALLONGO. Il vescovo “cancella” il Decanato di Livinallongo e aggrega le parrocchie di Pieve, Arabba e Colle alla Forania di Agordo. E scoppia la polemica: «Qui nessuno ne sapeva niente».
Sta facendo discutere a Livinallongo e a Colle Santa Lucia, fino a pochi giorni fa uniti dal punto di vista religioso sotto il Decanato di Livinallongo, la decisione di monsignor Marangoni di cancellare l’antica istituzione religiosa e accorpare le tre parrocchie di Pieve, Arabba e Colle Santa Lucia alla Forania di Agordo. Un’operazione che rientra nella più ampia riforma della Diocesi e delle sue istituzioni voluta proprio dal vescovo e che ha portato alla riduzione delle foranie da 16 a poco meno della metà.
Alla base di questa profonda rivoluzione e riassetto “organizzativo” in primis la cronica mancanza di sacerdoti. Un fenomeno che non ha certo risparmiato le tre parrocchie dell’Alta valle del Cordevole. Da ormai alcuni anni, infatti, Pieve ed Arabba hanno un unico sacerdote, don Dario Fontana. Mentre in quella di Colle la gestione è “passata di mano” più volte in questi ultimi tempi, con il parroco di turno costretto a una gestione a scavalco con Selva .
Ma ciò che ha suscitato irritazione fra la gente è che questa decisione è stata presa all’insaputa della comunità. E addirittura, a quanto pare, degli stessi Consigli Pastorali. Se n’e accorto solo qualcuno, notando che sul sito della Diocesi era sparito dalla cartina il Decanato di Livinallongo.
Che qualche cambiamento ci sarebbe stato era nell’aria. Ma nessuno immaginava che avrebbe previsto la soppressione del Decanato. Un’istituzione storica che rappresentava l’ultimo legame storico di queste comunità con la Diocesi di Bressanone. E proprio questo elemento unito al “modus operandi”, ovvero senza una condivisone o quantomeno un’informazione tra la popolazione, ha riaperto una ferita e rimandato la memoria al 1964, quando il Decanato di Livinallongo, insieme alla parrocchia di Cortina, furono staccate d’imperio proprio dalla Diocesi di Bressanone alla quale avevano fatto parte per secoli. Una decisione presa in Vaticano e, si saprà più tardi, anche della politica, che voleva far coincidere i confini con quelli provinciali.
Al settimanale ladino “La Usc di Ladins” il parroco don Dario Fontana spiega che questa situazione ormai era una realtà di fatto da tempo. «Con Colle non c’era nessuna collaborazione e le decisioni e le iniziative si prendevano con le parrocchie della Forania di Agordo». «Un’operazione che non ha fini pratici e che va contro la nostra storia e la nostra tradizione», replica Oscar Nagler, componente del consiglio pastorale. «Un passo in più verso un’uniformazione che vuole cancellare riti e particolarità locali». —
Lorenzo Soratroi .
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