Città della Cultura 2020 il Cadore resta in attesa
Ieri il gruppo di lavoro del Mibact avrebbe dovuto selezionare le dieci finaliste tra le 31 candidate, ma ha deciso di rinviare la decisione di qualche settimana

PIEVE DI CADORE . Fumata grigia, per la candidatura del Cadore come “Capitale Italiana della Cultura per il 2020”. La decisione in merito alla scelta delle 10 città pretendenti al titolo è stata spostata di alcune settimane. Lo ha annunciato un comunicato dell’ufficio stampa del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Ieri, infatti, avrebbe dovuto essere il giorno fatidico nel quale il gruppo di lavoro nominato dal Ministero competente avrebbe dovuto selezionare le dieci città, che avrebbero proseguito il percorso tracciato dal “Bando per il conferimento del titolo “Capitale Italiana della Cultura 2020”, rispetto alle trentuno rimaste in corsa per il titolo.
Così non è stato e come conferma il presidente della Magnifica Comunità di Cadore Renzo Bortolot: «Il gruppo ha scelto di non scegliere, almeno per il momento e rimandare la comunicazione dei nomi delle città prescelte, di qualche settimana», ha spiegato Bortolot. «Non è ben chiaro per quali motivi è stata rinviata la selezione, ma resta il fatto che nel pomeriggio di ieri, è arrivata la notizia che l’incontro non era stato decisivo e si era concluso con un nulla di fatto e con l’annuncio dello spostamento della data del verdetto. La notizia è stata comunicata a tutte le città concorrenti e alcune hanno già emesso un comunicato in proposito. Non ci resta che attendere. Domani emetteremo un comunicato al riguardo».
Nel frattempo, la notizia è stata confermata direttamente dal “Mibact”, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che ha emesso uno stringato comunicato con il quale è stato chiarito che non ci sarebbe stata una risposta in giornata e che l’ufficializzazione è stata posticipata, “verso dicembre” . Secondo indiscrezioni provenienti dall’ufficio stampa del Ministero, ci sarebbero stati dei rallentamenti amministrativi, all’interno della giuria di selezione, oltre che la possibilità di cambiamenti nelle categorie dei criteri di valutazione.
Non è dato sapere se per il Cadore il posticipo è un bene oppure un male, ma intanto si continua a sperare in una scelta favorevole alla candidatura cadorina. Una delle ipotesi uscite dall’ufficio stampa del Ministero, parla della necessità di allungare il momento della decisione, perché Treviso avrebbe consegnato solamente martedì il dossier definitivo, forte di 60 pagine e quindi il gruppo di lavoro del “Mibact”, non avrebbe trovato il tempo per esaminarlo ed avrebbe deciso di prendere ancora qualche settimana.
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