Cervi, no alla mattanza ma lo stop è temporaneo

Ieri vertice in Cansiglio, alla fine prevale il volere del governatore Zaia Daniele Stival: «L’ecosistema della foresta è in pericolo, bisogna fare qualcosa
Di Francesco Dal Mas
- La famiglia di cervi ospitata nei grandi recinti del Vincheto
- La famiglia di cervi ospitata nei grandi recinti del Vincheto

FARRA D’ALPAGO. Vertice sui cervi con irruzione, ieri mattina in Pian Cansiglio. «Smettetela di tergiversare, date il via al piano di abbattimento, oppure concedeteci l’installazione degli ultimi recinti», è sbottato Paolo Casagrande, presidente dell’Anpa, accompagnato da alcuni allevatori, entrando nell’ufficio di “Veneto Agricoltura”. Qui, gli assessori Franco Manzato e Daniele Stival stavano incontrando i sindaci di Farra d’Alpago, Floriano De Pra, di Tambre, Oscar Facchin, i dirigenti delle riserve e i funzionari delle province e del Corpo Forestale. «Se il presidente Zaia non vuole la caccia, l’ultima parola spetti al consiglio regionale» ha insistito Casagrande.

In effetti il vertice stava prendendo una decisione: nessuna mattanza di cervi in Cansiglio. Almeno per il momento. Luca Zaia, presidente della Regione, ha fatto valere ancora la sua contrarietà a un piano di controllo dei 3 mila ungulati del Cansiglio, che passi per una loro decimazione. «A oggi confermiamo la scelta del presidente Zaia di non procedere con i prelievi sulla Piana»: così si è presentato l’assessore alla caccia, Stival.

I cervi, dunque, possono tirare un sospiro di sollievo. Ma solo perché sono inconsapevoli. «È innegabile che, alla luce delle difficoltà di attuazione del piano e nel contempo dell’estrema preoccupazione per il futuro della foresta del Cansiglio, sia necessario individuare un piano d’azione efficace che salvaguardi l’intero ecosistema, perché, deve essere chiaro per tutti, la biodiversità di quest’area è in grave pericolo», ha aggiunto Stival.

Che cosa significa? Che tra i sindaci e Zaia avverrà una mediazione, in base a un prossimo documento che gli verrà sottoposto. Un compromesso per cui si comincerà ad attuare l’abbattimento esterno al demanio forestale (di circa 360 capi l’anno), da parte dei cacciatori nelle riserve private, e verrà risparmiato l’interno della foresta, dove il programma fissato nel 20011 prevedeva la caccia di 40 capi l’anno.

Passate le prossime elezioni amministrative (si vota anche a Vittorio Veneto), non è escluso che il governatore venga convinto a cedere dalla sua inflessibilità. Anche perché ieri Stival ha lanciato un messaggio subliminale al suo capo: «Il problema principale non sono i cervi, che pure rappresentano una risorsa da gestire con rispetto e oculatezza: il vero e più difficile compito al quale siamo chiamati è quello di garantire la salvaguardia di un bene naturalistico e ambientale tra i più preziosi della nostra regione e del nostro Paese, la foresta del Cansiglio». E ieri, al vertice in Cansiglio, è stato detto dai tecnici che i 3 mila cervi oggi presenti in foresta hanno già divorato le piantine di faggi per i prossimi 30-40 anni.

A conclusione dell’incontro, quindi, è stato deciso di predisporre un documento elaborato dai tecnici degli enti e delle amministrazioni competenti, nel quale si analizzano le criticità emerse e si fa il punto della situazione, documento che i sindaci intendono presentare personalmente al presidente Luca Zaia. «Noi riponiamo molta fiducia nella disponibilità di Zaia a prendere in considerazione le nostre preoccupazioni», anticipa il sindaco Facchin. «Stia tranquillo il presidente, neppure noi vogliamo la mattanza».

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