Centro militarizzato per Forza Nuova

Spiegamento eccezionale di forze dell’ordine per il gazebo, volantinaggio della sinistra: «No ai nuovi fascismi»

FELTRE. Uno spiegamento di forze dell'ordine così, in centro città, non si era mai visto. Oltre una trentina di uomini in divisa, più una decina in borghese, hanno stazionato per diverse ore ieri pomeriggio in largo Castaldi per mantenere l'ordine attorno al banchetto di Forza Nuova, tornata a Feltre per il secondo sabato consecutivo a raccogliere le firme della petizione “Case popolari prima agli italiani”. Nessuno però ha dato a celerini e carabinieri il pretesto di sollevare scudi e manganelli. Nessuno si è piegato ad accendere la miccia dello scontro fisico, limitandosi a intonare qualche coro e a lanciare qualche frecciatina da una parte all'altra della strada.

I forzanuovisti, una quindicina sotto il gazebo, hanno assistito al volantinaggio degli “antifascisti”, un gruppo di persone eterogenee per età, provenienza e ideologia che ieri sono arrivate spontaneamente in centro a Feltre per diffondere in forma scritta le motivazioni della loro pacifica protesta: «Siamo indignati dalla presenza di Forza Nuova perché pensiamo che il diritto alla casa sia universale e che la solidarietà fra gli esseri umani non debba lasciare nessuno nelle retrovie», affermano gli attivisti con il manifesto “Un sabato di troppo! Perché non vogliamo Forza Nuova a Feltre”, «siamo indignati da queste posizioni xenofobe e razziste che vanno a colpire i ceti più deboli della popolazione, in nome di una sbandierata “identità nazionale”, con il vile obiettivo di racimolare qualche voto in più».

All'affermazione del segretario regionale di Fn Davide Visentin che «non si può impedire a nessuno di esprimere le proprie idee, la vita democratica di una città deve essere rispettata», si alza il filo diretto della replica: «Forza Nuova non è né democratica, né legittima: è un partito politico di stampo neofascista che grazie alle lacune della legge italiana ha potuto trovare interstizi e vuoti in cui inserirsi legalmente, nonostante il reato di “apologia del fascismo”. Con quale arroganza si permettono di parlare di democrazia? C'è democrazia nel perseguire la violenza contro chi considerano “diverso”, nel propagandare ingiuste diseguaglianze sociali, nel percuotere e offendere chi dimostra dissenso? Noi pensiamo di no».

Il pomeriggio è trascorso tra passaggi di volantini e lanci di occhiate ed è terminato con l'applauso degli antifascisti alla partenza dei forzanuovisti. Tanto rumore e tante forze dell’ordine per nulla.

Francesca Valente

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