«C’è un progetto già pronto per installare le telecamere»
feltre
Il progetto per l’impianto di videosorveglianza auspicato dal preside del Negrelli c’è. Ora si tratta di trovare i soldi per realizzarlo.
La rassicurazione arriva dalla Provincia, proprietaria del complesso scolastico al Boscariz, per bocca del presidente Roberto Padrin. «Gli atti vandalici, fini a se stessi, sono sempre da condannare. Ma quando riguardano una scuola, un luogo dove ci si prende cura della formazione dei nostri ragazzi, fanno ancora più male», premette Padrin, stigmatizzando i fatti accaduti alla scuola di via Colombo. «Quello che resta è l’amarezza per un fatto che colpisce la collettività», dice Padrin, «che danneggia gli studenti oltre che la scuola».
«Oltre alla denuncia che abbiamo già fatto, non escludiamo provvedimenti forti per i responsabili di questo gesto assurdo», dice Padrin. «Quando verranno individuati, studieremo per loro le modalità con cui dovranno riparare non solo i danni materiali, ma anche il disagio provocato a ragazzi e insegnanti, e all’intera comunità scolastica».
«Per l’istituto Negrelli», rassicura intanto il presidente della Provincia, «è stato predisposto pochi mesi fa un progetto di videosorveglianza, in attesa di finanziamento. In un mondo ideale non dovremmo controllare le scuole per difenderle dai vandali ma, visto che non è così, è giusto prendere provvedimenti».
Intanto, non potendo contare su immagini e riprese, i carabinieri della compagnia di Feltre stanno raccogliendo testimonianze in zona di chi potrebbe aver notato movimenti strani. Saranno verificate anche le impronte di scarpe lasciate sugli arredi e sui pavimenti coperti dalla polvere degli estintori.
La scuola ha fornito ai carabinieri tutti gli elementi ritenuti utili dopo la brutta scoperta fatta ieri mattina. Il preside Bee ha diretto le prime verifiche a distanza, sentendosi con i suoi collaboratori: «Non ero a scuola all’apertura, ero a Venezia per andare a prendere Giuseppe Costanza, l’autista di Falcone, per l’incontro previsto in palestra», spiega Bee. Una volta rientrato a Feltre, quindi, il dirigente ha preso in mano la situazione.
Al momento non ci sono intanto indizi oggettivi che colleghino il raid al Negrelli a quello alla media Rocca, anche se la coincidenza temporale lo lascia sospettare. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi