C’è un benefattore per i defibrillatori

BELLUNO. L’auto blu messa all’asta dal direttore generale, come primo atto di insediamento nell’Usl bellunese, è rimasta invenduta. Una mossa pensata per acquistare due defibrillatori da donare...
PASSERINI TREVISO CONFERENZA STAMPA ''ULSS-224 ML. DI EURI PER LA CITADELLA DELLA SALUTE'', IN FOTO FARONATO AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM
PASSERINI TREVISO CONFERENZA STAMPA ''ULSS-224 ML. DI EURI PER LA CITADELLA DELLA SALUTE'', IN FOTO FARONATO AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM

BELLUNO. L’auto blu messa all’asta dal direttore generale, come primo atto di insediamento nell’Usl bellunese, è rimasta invenduta. Una mossa pensata per acquistare due defibrillatori da donare rispettivamente al gruppo operatorio di Agordo e a quello del San Martino di Belluno (costo complessivo 24 mila euro).

Per non lasciare cadere l’obiettivo finale, si sarebbe fatto avanti un privato: non si sa se si tratti di un singolo cittadino o di un’azienda, fatto sta che qualcuno ha deciso di mettere i soldi per l’acquisto dell’attrezzatura medica.

«Grazie al clamore mediatico scaturito dalla messa all’asta della Mercedes Benz E 320», dice Faronato, «abbiamo ricevuto delle proposte di interesse di qualche privato o azienda. Per quanto riguarda l’auto, invece, questa verrà venduta attraverso una nuova asta o per altre vie».

La Mercedes Benz E 320, immatricolata nel 2007, era stata messa all’asta per 16.500 euro ancora a gennaio. Ma l’asta al rialzo era andata deserta. A distanza di tre mesi, la Mercedes è ancora in garage. «Non la usiamo più, ben inteso», precisa Faronato. «Resta il segnale che abbiamo voluto dare in questo momento difficile, un gesto che non risolve certo i problemi di bilancio dell’azienda». Bilancio che rischia di chiudersi con una perdita di esercizio di ben 20 milioni di euro, il doppio dello scorso anno. «Certo è un primo passo sulla strada della razionalizzazione. Ma la strada è ancora lunga».

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