Carabiniere finisce davanti al giudice con l’accusa di truffa

Avrebbe raggirato una sua coetanea facendosi accreditare in un conto estero la somma di 2100 € senza più restituirli

BELLUNO. Entrerà nel vivo il 12 giugno il processo ad un militare dell’Arma (difeso dall’avvocato Pierangelo Conte), accusato di aver raggirato una cinquantenne piemontese, sua coetanea. La vicenda risale al maggio 2010 quando i colleghi dell’imputato, al culmine di un’indagine, sequestrarono il computer dell’ufficio dove lavorava il carabiniere, al comando provinciale di Belluno.

Secondo l’accusa, il carabiniere avrebbe truffato la sua coetanea chiedendole un prestito da 2.100 euro per poi sparire dalla circolazione. I contatti tra i due protagonisti di questa vicenda sarebbero avvenuti in una chat-line.

Stando al capo d’accusa, il militare avrebbe conosciuto la parte offesa su internet ed avrebbe intrattenuto un rapporto d’amicizia virtuale. Col passare del tempo, il militare sarebbe andato oltre, chiedendole dei soldi. In altre parole, il rappresentante delle forze dell’ordine avrebbe chiesto alla donna del denaro accampando la scusa di doversi pagare le spese di alloggio a Roma per un servizio di scorta per un ministro. Una storia, per la verità, non credibile, alla quale, però, la cinquantenne avrebbe abboccato come un pesce. Ed in effetti, sulle coordinate di un conto corrente di una banca inglese, nel maggio di due anni fa, furono accreditati due bonifici da 2.100 euro complessivi.

Le richieste di aiuto economico, sempre secondo il capo d’imputazione, sarebbero state accompagnate da promesse galanti come quella che sarebbero andati a vivere assieme e che in futuro lui avrebbe fatto fare a lei una vita da “signora”. Promesse che si sarebbero rivelate, come si suol dire, da marinaio più che da carabiniere.

La prima udienza è stata fissata per il 12 giugno prossimo. Un’udienza nel corso della quale saranno presentate le liste dei testimoni di pubblica accusa e difesa.

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