Capo della destra radicale Usa cacciato da Belluno: «È pericoloso»

David Duke, ex esponente del Ku Klux Klan e candidato dei tea party americani, nel 2011 si era trasferito sulle Dolomiti per scrivere un libro. Un anno dopo negato il rinnovo del permesso di soggiorno

BELLUNO. Uno degli esponenti più in vista della destra radicale americana, ex esponente del Ku Klux Klan e deputato dei Tea Party, è stato costretto a lasciare la casa sulle Dolomiti, dove si era trasferito nel 2011 per scrivere un libro. Sul suo capo infatti pende un provvedimento di inammissibilità nell’area Schengen, valido fino al 2019. Per questo nel 2012 la questura di Belluno gli ha negato il rinnovo del permesso di soggiorno dopo l’errore della dogana al confine con la Svizzera che ne aveva consentito l’ingresso. Per questo l’uomo ha fatto ricorso al Tar del Veneto, chiedendo che fosse annullato il provvedimento di allontamento.

La vicenda di Duke inizia con una segnalazione della polizia della Repubblica Ceca, dove l’uomo è andato a presentare un libro fortemente antisemita. Le autorità europee a quel punto emisero un provvedimento di divieto di permanenza nel vecchio continente. L’uomo è indicato come «socialmente pericoloso» perché «intenzionato a costruire in Europa un’organ izzazione con l’obiettivo dello sterminio di neri e ebrei». Nonostante questo però Duke, che è stato deputato della Camera degli Usa tra il 1989 e il 1993, è riuscito a trasferirsi e vivere sulle Dolomiti bellunesi per circa un anno.

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