Borgo Piave, le richieste ai candidati

BELLUNO. Basta con le promesse, adesso a Borgo Piave gli abitanti chiedono fatti. E lo fanno in campagna elettorale, chiedendo ai candidati sindaci di impegnarsi per risolvere una situazione che si trascina da anni: quella della sala ad uso del quartiere, che era stata promessa dal Comune in seguito alla ristrutturazione delle ex concerie Colle, ma che non è mai stata consegnata.
«Quando il Comune diede il via ai lavori», racconta il portavoce del Comitato dei cittadini, Gabriele Noro, «fece una convenzione con la Borgo Piave srl (proprietaria degli immobili delle ex concerie): a fronte di alcune concessioni, la società si impegnava a cedere una sala al Comune». Si trattava di una planimetria importante, circa 530 metri quadri, lordi, che avrebbero dovuto essere consegnati al grezzo avanzato.
«Il Comune aveva vincolato la stanza per servizi di carattere culturale, sociale e ricreativo, e chiese all'allora Comitato di quartiere cosa ne volesse fare. Si pensò di darla in gestione alla parrocchia». A questo punto le cose si complicano. Il Comune non ha intenzione di concedere la stanza in comodato gratuito, né con un affitto simbolico, quindi il quartiere pensa allo strumento della permuta: la parrocchia è proprietaria dello stabile occupato dall'Enaip, e potrebbe «scambiarlo» con la stanza alle ex concerie. Il 20 ottobre 2009 la giunta approva la proposta, invita a presentare dei progetti sull'utilizzo della stanza in modo che la Borgo Piave srl possa completare i lavori e portare lo spazio al famoso “grezzo avanzato” e chiede anche alla parrocchia di chiudere il contratto di locazione con Enaip per poter effettuare la permuta.
«Un mese e mezzo fa ci è stato detto che la permuta non si può fare», afferma Noro. «Ma come? Siamo in ballo da anni, abbiamo speso dei soldi per i progetti, ci è stata fatta una promessa e non è mai stata mantenuta. Quanto ci vuole per avere questa stanza?».
Il Comitato è esasperato e chiede «impegno da parte dei candidati sindaci. Siamo disposti a incontrarli». Nella lista delle promesse mancate ci sono anche due interventi in via Montegrappa: il completamento del marciapiede e il contrasto del fenomeno dell'alta velocità. «Il marciapiede non è mai stato asfaltato, ormai il cordolo si sta sgretolando, spuntano perfino i ferri della vecchia recinzione», confida Noro. «Il 2011 sembrava l'anno buono, poi ci hanno detto che i soldi, che c'erano, non si potevano spendere per il patto di stabilità. Quest'anno pare che i soldi non ci siano più. Il Comune ci ha anche detto di chiedere aiuto alla Comunità montana, che ci ha chiesto un progetto. Ma quello ce l'ha il Comune, devono darglielo loro». Promesse mancate anche sulla questione alta velocità: «Avevano detto che avrebbero installato un dissuasore ottico, ma è fuori legge. Qualcosa però, va fatto, magari aumentare i controlli dei vigili», conclude il Comitato.
Alessia Forzin
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