«Bisogna tassare le ricchezze»

BELLUNO. Solo applausi per Susanna Camusso, leader della Cgil, quando chiama i militanti bellunesi alla mobilitazione. Dialogo veramente chiuso con Renzi? «Per quel che ci riguarda, sia rispetto alla legge stabilità che rispetto alla delega sul lavoro, ci sarebbero tante cose da vedere e da fare. Mi pare, tuttavia, non ci sia spazio di discussione, visto che sembra evidente la volontà di forzare i tempi con la richiesta che anche alla Camera si voti il testo del Senato senza modifiche».
Quindi resta in piedi la vostra mobilitazione?
«Confermiamo l'iniziativa che abbiamo in campo. Fin dall’inizio avevamo detto che non ci saremmo fatti condizionare da voti di fiducia e da azioni provocatorie, perchè continuiamo a pensare che il tema della centralità del lavoro sia il grande tema per l'uscita di questo Paese dalla crisi».
Ma se la minoranza del Pd riuscisse a convincere Renzi a cambiare atteggiamento?
«Se vi fossero novità e proposte, saremmo pronti a valutarle».
I consumi indietreggiano paurosamente. Lo certificano anche gli ultimi dati, diffusi ieri. Gli 80 euro si confermano una misura poco utile?
«Noi abbiamo sempre riconosciuto che la scelta del governo di dare 80 euro a una parte dei lavoratori dipendenti è stata una scelta di giustizia sociale e fiscale. Il lavoro, infatti, è stato ampiamente martellato dal punto di vista fiscale in questi anni. Ma a differenza di un po' di anni fa, oggi il tema della crisi non è più risolvibile attraverso un po' di incentivi e di riduzione fiscale».
Come, allora?
«Occorre costruire più redditi nell'ambito delle famiglie, un intervento di giustizia fiscale non comporterebbe di per sè un cambiamento dei consumi, perchè ogni famiglia probabilmente ha un giovane disoccupato, un cassintegrato, qualcuno che sta pensando di fare le valigie o un anziano con una pensione poverissima».
A proposito di lavoro… Montezemolo è stato indicato alla presidenza di Alitalia.
«Mi sembra che sia un esempio di posto fisso. Non aveva il problema dell'anticipo del Tfr».
Cosa farebbe la Cgil al posto di Renzi?
«Se fossimo al posto di Renzi istituiremmo una tassazione sulle grandi ricchezze, in linea con quanto avviene negli altri paesi europei e con gli allarmi che lancia in queste ore la Bce. Con quelle risorse creeremmo dei piani straordinari di occupazione. Il problema nel nostro Paese è creare lavoro, investire sul lavoro e quindi dobbiamo continuare la mobilitazione della nostra organizzazione affinché questo diventi il tema centrale, perché non riusciremo mai a dare risposte alla singola condizione di difficoltà, alla singola impresa, se non c’è un Paese che si muove nella direzione di creare lavoro, di fare politiche industriali. La politica che viene prodotta è invece una politica in continuità che prevede qualche intervento fiscale e molti tagli. Come tale è inadeguata a far uscire il Paese dalla crisi».
Cosa pensa la Cgil di un governo che manda la polizia ai lavoratori della Tyssen?
«Penso che bisogna avere rispetto per i lavoratori che manifestano per la difesa del posto di lavoro. Ministero degli Interni, questure e forze di polizia dovrebbero tenere i nervi saldi e accompagnare i lavoratori nella loro giusta protesta, anziché ostacolarli».
Lei parteciperà all’assemblea dell’Anci, a Milano, dove incontrerà anche numerosi sindaci bellunesi che sono preoccupati per i tagli.
«I tagli sono lineari e avranno effetti distorsivi, aumenteranno le disuguaglianze, si tradurranno in minori servizi per i cittadini. È in corso una discussione fra il Governo, la Conferenza delle Regioni e l’Anci. Tutti mettono in evidenza le grandi difficoltà che avrebbero gli enti locali se la legge di stabilità conservasse queste caratteristiche».(f.d.m.)
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