Via Feltre, a Belluno nuovo stop all’abbattimento degli alberi

Italia Nostra ha ottenuto dal Consiglio di Stato la sospensione temporanea dell’ordinanza del Tar che aveva dato via libera ai lavori, Tar che a suo tempo aveva dato ragione al Comune

Alessandro Zago
Protesta contro l'abbattimento degli alberi di via Feltre
Protesta contro l'abbattimento degli alberi di via Feltre

Via Feltre, ennesimo colpo di scena: Dopo il braccio di ferro Italia Nostra-Comune di Belluno, che aveva vinto al Tar ottenendo il via ai lavori di rifacimento della strada, è ora la volta del giudizio, contrario, del Consiglio di Stato: fermi tutti, almeno fino a che non verrà depositata la sentenza di merito pronunciata dal Tar Veneto. Un tira e molla che ha del paradossale, e che farà molto discutere.

Intanto Italia Nostra, per bocca della presidente Gisella Galatà, si gode il risultato: «E’ a nostro favore l’esito del pronunciamento del Consiglio di Stato in merito all' appello proposto da Italia Nostra-Sezione di Belluno, circa l'annullamento dell'ordinanza del Tar, che aveva rifiutato la sospensiva cautelare all'abbattimento dei tigli di Via Feltre. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto l’appello proposto da Italia Nostra contro il provvedimento del Tar Veneto, che aveva dato il via libera all’abbattimento dei tigli di via Feltre. Con una motivazione puntuale, il Consiglio di Stato ha ritenuto fondati i motivi da noi proposti per sospendere l’abbattimento dei tigli in attesa della decisione del ricorso nel merito. Secondo il Consiglio di Stato gli elementi emergenti dagli atti e dalle relazioni depositate, evidenziano la necessità di un approfondimento delle questioni poste con il ricorso da Italia Nostra, in particolare sotto i profili della completezza dell’istruttoria e della coerenza delle determinazioni assunte dal Comune con la valorizzazione dei principi attualmente fissati in materia di tutela il paesaggio e del patrimonio storico e artistico, dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, “anche nell’interesse delle future generazioni” dall’articolo 9 della Costituzione, come di recente integrato. Inoltre, sussiste per il Consiglio di Stato il rischio imminente di un pregiudizio grave ed irreparabile per le ragioni fatte valere da Italia Nostra, che sarebbero irreversibilmente compromesse dal taglio degli alberi nelle more della decisione nel merito della causa».

E quindi «la sospensione dell’abbattimento dei tigli è garantita almeno fino alla sentenza di merito, che verrà pronunciata dal Tar Veneto». Ci si deve preparare insomma all’ennesima puntata.

 

 

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