Belluno, studenti in piazza per la scuola: «Non siamo una priorità, vogliamo un futuro»
La Rete degli studenti medi bellunesi scende in piazza per chiedere più fondi per l’istruzione pubblica, scuole sicure, diritto allo studio garantito e trasporti accessibili

Per l’istruzione pubblica. Per la nostra generazione. Per poterci immaginare un futuro. Oggi, a partire dalle 14,30 gli studenti e le studentesse bellunesi scenderanno in piazza per chiedere fondi per la scuola, un'edilizia scolastica sicura, il diritto allo studio garantito, trasporti efficienti e accessibili.
“Scendiamo in piazza perché siamo stanchi di sentirci dire che i fondi per la scuola non ci sono", dicono dalla Rete degli studenti medi bellunesi, "che un’istruzione dignitosa è un privilegio e che noi giovani siamo il futuro, mentre nei fatti non siamo una priorità.
Le piazze saranno tante, ma il messaggio è uno solo: la scuola pubblica è il nostro presente e non può più aspettare. Il punto di partenza è il diritto allo studio: l’articolo 34 della Costituzione non si limita a dire che la scuola è aperta a tutti, ma impegna il Paese a rendere effettivo questo diritto, anche per chi non ha i mezzi. Oggi la distanza tra Costituzione e realtà si misura in costi immensi per le famiglie, tra libri di testo, materiali, trasporto pubblico, gite e ‘contributi volontari’. Quando frequentare la scuola dipende dal reddito della propria famiglia, il diritto allo studio diventa un privilegio. Siamo stanchi di dover continuare a chiedere ciò che dovrebbe esserci garantito di diritto".

"La scuola non è uguale per tutti, dipende da dove vivi, da quanto paga la tua famiglia e da quanto è lontana la tua scuola. Chi studia in montagna e nelle aree interne della nostra regione dipende ogni giorno da corse, orari e abbonamenti: un trasporto pubblico poco frequente e costoso toglie tempo, soldi e la possibilità di partecipare alla vita scolastica ed extrascolastica.
Senza servizi per i giovani, i giovani se ne vanno, e in una Regione che già fa i conti con spopolamento e invecchiamento non ci si può permettere di trattare i giovani come una voce di spesa secondaria; scuole sicure, trasporti accessibili e opportunità reali sono le condizioni per decidere di restare, e per poterci immaginare un futuro qui. Su esempio degli studenti francesi e spagnoli, scendiamo in piazza per dire che non accetteremo più di essere messi da parte”, dice Viola Carollo, coordinatrice regionale della Rete degli studenti del Veneto.
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