Belluno, truffe: smantellata rete dedicata allo “spoofing”. i carabinieri denunciano 4 persone
Gli indagati chiamavano con un numero di telefono “accreditato”: l’indagine dell’Arma di Pieve di Cadore è partita dal raggiro di un residente che ha effettuato bonifici all’organizzazione

Truffe, anche informatiche, agli anziani e ai soggetti deboli: i carabinieri di Pieve di Cadore smantellano una rete dedita allo “spoofing”. Denunciate quattro persone che erano riuscite a raggirare un cadorino. All’interno operavano con veri e propri “ruoli”: dal telefonista al gestore dei conti correnti, veri e propri collettori dei bonifici delle vittime. Si parla di centinaia di migliaia di euro di raggiri.
L’indagine ha preso il via nel 2025 con la sua denuncia: l’uomo era caduto nelle maglie di un organizzato raggiro. Gli indagati avevano infatti inizialmente allarmato la vittima con un falso sms bancario che segnalava un prelievo anomalo. Successivamente, sfruttando la tecnica informatica dello “spoofing” – che consente di manipolare il numero del chiamante – i soggetti hanno contattato la vittima camuffando i propri numeri con quelli di reali utenze istituzionali delle forze dell'ordine, carpendo la totale fiducia dell’uomo e inducendolo a disporre un bonifico verso un Iban controllato dagli indagati.
Lo spoofing infatti è una tecnica fraudolenta in cui un malintenzionato falsifica la propria identità digitale, telefonica o di rete per farsi passare per un soggetto affidabile.
Le attività dei militari hanno portato alla completa identificazione di 4 persone originarie della provincia di Napoli. Gli accertamenti hanno permesso di delineare i ruoli di ciascun indagato all'interno della rete: tra i deferiti figurano i "telefonisti", incaricati di ingannare le vittime simulando qualifiche istituzionali; gli "operativi", incaricati di reclutare prestanome e accompagnarli fisicamente ad attivare i servizi finanziari; e infine i "gestori dei conti correnti", vere e proprie figure logistiche deputate ad aprire i rapporti bancari e a riciclare o trasferire all'estero i proventi illeciti delle truffe per un importo totale di centinaia di migliaia di euro.
L’Arma coglie l’occasione per rinnovare il proprio appello alla cittadinanza: le forze dell'ordine e gli istituti di credito non chiederanno mai, in nessuna circostanza, di effettuare bonifici o spostamenti di denaro su "conti sicuri". In caso di chiamate sospette, il consiglio è sempre quello di riagganciare immediatamente e contattare senza esitazione il numero unico di emergenza 112.
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