Belluno: scontro Pdl-Lega, passa la sfiducia in Provincia. Caduta la giunta Bottacin

Con 14 voti a favore (quelli dell'opposizione più quelli decisivi  di 4 consiglieri del Pdl su 6) è passata la mozione di sfiducia al presidente della Provincia Gianpaolo Bottacin (Lega Nord): è l'epilogo di una lunga disputa legata alla gestione Bottacin, in particolare sui tagli dei trasferimenti statali all'amministrazione locale
Il consiglio provinciale vota 10 punti tra cui l'approvazione della manovra economica.
Il consiglio provinciale vota 10 punti tra cui l'approvazione della manovra economica.

BELLUNO. Dopo 29 mesi, gli ultimi dei quali in stato di crisi, la giunta provinciale guidata dal leghista Giampaolo Bottacin è caduta. Con 14 voti il consiglio provinciale di Belluno ha approvato la mozione di sfiducia. Decisivi, oltre ai voti dell''opposizione, sono stati quelli di 4 consiglieri del Pdl (su 6): il capogruppo Addamiano, Targon, Caruzzo e Ghezze (presidente del consiglio). Si conclude così la lunga guerra interna alla maggioranza di centrodestra, con il Pdl che accusava Bottacin di non aver fatto abbastanza per contrastare il taglio dei trasferimenti statali alla Provincia. Ecco la cronaca del consiglio, al quale lo stesso Bottacin è arrivata da dimissionario dopo aver constatato che non c'erano più i numeri per governare.

 

Ore 19.27. Con 14 voti a favore la sfiducia è approvata. Dopo 29 mesi l'amministrazione Bottacin è finita.

Ore19.25. Estratta la lettera m: inizia a votare Martini. Bottacin non partecipa al voto.

Ore 19.20. Il presidente del consiglio Ghezze (Pdl) avvia procedure di voto ma prima dichiara di essere a favore della sfiducia: sono sereno e senza pressioni, altri invece ci sono stati portati e non dormiranno bene.

Ore 19.15. Dopo tante citazioni dotte, Gorza (lega) cita Fantozzi: è una boiata pazzesca

Ore 19.14. L'Idv conferma la sfiducia.

Ore 19.08. Cristina Targon (Pdl) voterà rispettando il mandato degli elettori, cio è in modo uniforme alle indicazioni del partito, a favore della sfiducia.

Ore 19.03. Le dichiarazioni di voto continuano e la tensione aumenta con accuse reciproche tra opposizione e consiglieri pdl contrari alla sfiducia come Silvano Martini.

Ore 18.54. Addamiano dichiara che voterà a favore della sfiducia, definisce la situazione un incidente di percorso e rinnova la forza dell'alleanza con la Lega.

Ore 18.49: Bottacin chiede una copia del documento, "ci sono margini per querela"

Ore 18.45. Il documento di Caruzzo attacca Bottacin: lei ha fatto una rivoluzione in piena regola ma le truppe non condividevano le sue posizioni intransigenti.

ore 18.40. Caruzzo (pdl) consegna il suo discorso al posto di leggerlo. A chi chiede perché, Ghezze risponde: il consigliere non si sente bene, dopo una verifica del regolamento il documento viene letto dal segretario generale.

Ore 18.30. Bottacin chiede: ma io voto? Ghezze: sì. Bottacin: cioè posso votarmi la sfiducia? Ghezze: sì può, ma veda lei se sfiduciarsi o no

Ore 18.25: il pd affida al giovane Mirco Costa le dichiarazioni di voto: E' uno dei suoi primi interventi in aula, tutto scritto. E' il preludio al lancio della prossima candidatura?

Ore 18.14. Iniziano le dichiarazioni di voto. Lega contraria alla mozione di sfiducia: sostanzialmente è anche contro Pdl che ha in giunta assessori imposti da voi, dice Gorza.

Ore 18.05. Reolon: è nell'interesse dei bellunesi votare sì alla mozione di sfiducia.

Ore 18.02. Reolon: nuovo statuto regionale, specificità e futuro ruolo della Provincia, non si può affrontare tutto questo con amministrazione senza credibilità, comprendo la situazione dei consiglieri Pdl che voteranno la sfiducia.

Ore 17.55. Parla l'ex presidente Reolon: è il mio ultimo intervento in quest'aula, lo spero, dopo 31 anni

Ore 17.53. Bottacin chiude dopo oltre 30 minuti di discorso: "Io mi sento uomo libero perché pur sapendo quali erano le conseguenze ho fatto gli interessi dei cittadini lo stesso. Se i soldi arriveranno davvero dopo potremo capire tutto.

Ore 17.38. Il presidente affronta il problema dei tagli e spiega tutte le azioni tentate per recuperare fondi: io so di avere la coscienza a posto.

Ore 17.28. Bottacin: stasera dovrò fare gli scatoloni e andare via.

Ore 17.25. Bottacin fa elenco delle cause dello scontro con il Pdl.

Ore 17.20. Bottacin prende la parola per la prima volta, è sereno e si rivolge al capogruppo Pdl. Ribadisce il contenuto dimissioni.

Ore 17.10 Visalli (pd): nessuno oggi può essere contento perché abbiamo vissuto un momento grave. C'è stato abbassamento dignità politica.

Ore 17.05. Addamiano nega condizionamenti dall'alto ma sostiene di essere stufo di prendere schiaffi.

Ore 17. Il capogruppo del Pdl Addamiano difende l'operato dell'amministrazione e come da tradizione fa citazioni in latino.

Ore 16.40. L'opposizione sembra sentire la gravità del momento più della maggioranza dissidente. Claudia Bettiol del Pd: le cose fatte contro non portano da nessuna parte, non siamo nemici ma avversari politici.

Ore 16.30. Il consigliere leghista Gino Mondin, più noto per essere l'abergatore preferito da Bossi a Calalzo, interviene per criticare Bottacin: sono deluso, non serve una laurea per amministrare una provincia.

Ore 16.20. Il consigliere socialista Isotton, di opposizione, dice che voterà la sfiducia ma spende parole di elogio per Bottacin: ha fatto atti di grande coraggio e lo ammiro moltissimo perché sapeva cosa rischiava.

Ore 16.15. Parla Gorza (Lega): la sfiducia è superata, invito il Pdl a ritirarla, altrimenti auguri per un buon futuro. Tra il pubblico ci sono i nemici di Bottacin, dal Bim agli emissari del deputato Pdl Maurizio Paniz.

Ore 16. Parla il capogruppo del Pd Crosato, accusa Bottacin di non aver coinvolto la società civile nella ricerca dei soldi che mancano a causa dei tagli governativi.

Ore 15.55. Il capogruppo della Lega Gorza chiede di annullare il punto all'ordine del giorno. Il regolamento lo consente perché dopo il deposito della mozione il presidente si è dimesso e viene meno l'oggetto. 8 voti a favore e 14 contrari. Si discute, la mozione ha i numeri per essere approvata.

Ore 15.50. Bottacin arriva in aula, ancora assenti due consiglieri leghisti. Il presidente del consiglio Ghezze legge la mozione di sfiducia firmata il 30 settembre da tutta l'opposizione più Pdl. Il voto avverrà per appello nominale partendo da una lettera dell'alfabeto estratta a sorte.

Ore 15.40.  Con dieci minuti di ritardo inizia l'appello. Alcuni consiglieri di maggioranza non sono in aula. Il presidente, entrato con largo anticipo, ora non c'è. Il numero legale c'è, si comincia.

Lega Nord e Pdl hanno steso un documento programmatico utile a far ripartire l’azione amministrativa della Provincia. Ma il Pdl è spaccato: da una parte i quattro consiglieri provinciali favorevoli a bocciare la mozione di sfiducia nei confronti del presidente Gianpaolo Bottacin (Lega Nord) : Silvano Martini, Stefano Ghezze, Alberto Curto e Emanuele Caruzzo; dall’altra il partito Pdl rappresentato da Maurizio Paniz, Raffaele Addamiano e Maria Cristina Targon. La mozione ha bisogno di 13 voti per passare

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