Belluno, schianto con la moto: la famiglia dell’alpino morto sarà chiamata in causa

BELLUNO. Muore in sella alla moto di un amico. Tutti i tentativi di trovare un accordo fuori dalle aule di giustizia con gli eredi di Fabio Natale per il risarcimento danni, non sono andati a buon fine. E allora il proprietario dell’Aprilia 1000 andata distrutta nello schianto dell’8 settembre 2020, all’imbocco del ponte Dolomiti, ha dato mandato all’avvocato Giorgio Gasperin di avviare la causa civile. La prima udienza del procedimento dovrebbe svolgersi entro il prossimo mese di maggio, davanti al Tribunale di Belluno.
Quello che si chiede alla famiglia del caporalmaggiore del 7° Reggimento Alpini di Belluno è il costo del motoveicolo, che il 32enne originario della provincia di Caserta aveva preso senza chiedere il permesso nel garage in cui era parcheggiato, per fare un giro serale con la fidanzata. Quest’ultima era rimasta ferita nell’impatto prima con un lampione dell’illuminazione pubblica e poi con l’asfalto, ma sta bene e ha ripreso a lavorare in un caffè.
Come anticipato, la richiesta di Gasperin sarà il costo della moto, oltre a quello della polizza d’assicurazione, che dopo il sinistro è aumentato notevolmente.
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